Segnali di ripresa per le vendite di vino in GDO

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Finalmente una buona notizia, che incoraggia e fa ben sperare per i prossimi mesi: il trend delle vendite di vino in grande distribuzione inverte la rotta e mette in evidenza segnali di miglioramento. Come attestano, infatti, le prime anticipazioni dell’ultima ricerca IRI, il confezionato fino a 75 cl segna un +1,5% a valore e un +0,2% a volume, mentre le bottiglie da 75 cl a denominazione d’origine spuntano un +1,3% a valore e un -0,7% a volume: un trend negativo, è vero, ma decisamente migliore rispetto al -3,2% registrato nel 2013.
Al di là dei numeri nudi e crudi, però, quali preferenze hanno dimostrato gli italiani lo scorso anno? Nella classifica dei vini più venduti in GDO stilata da IRI, Chianti e Lambrusco si confermano sul podio, nonostante una flessione delle vendite a volume; al terzo posto, invece, troviamo il Vermentino, che nel 2014 ha messo a segno un +4,3% a valore e un +2,7% a volume. Buone anche le performance di Prosecco (+6% a valore e +5,7% a volume), Nero d’Avola (+1,1% a valore e +5,3% a volume) e Müller Thurgau (+5,8% e +5,2%). A conoscere, però, l’incremento più sostanzioso è il Traminer, che totalizza un +11,4% sia a volume che a valore (Fonte: Infoscan Census: totale Italia Ipermercati+Supermercati+Libero Servizio Piccolo – Anno Terminante 28 dicembre 2014).
Tra i vini ‘emergenti’, vale a dire quelli che nel corso del 2014 hanno mostrato il tasso di crescita più interessante, troviamo i vini marchigiani/abruzzesi Pecorino (+32,5% a volume e +33,6% a valore) e Passerina (+28,3% e +26,2%), tallonati dal siciliano Inzolia (+22,2% e +16,7%), mentre entra per la prima volta in questa classifica il laziale Orvieto, con un incremento del 9,1% a volume e del 7,8% a valore. “La questione fondamentale per il 2015 e i prossimi anni è la difesa del valore da parte delle cantine e della grande distribuzione – commenta Virgilio Romano, client service director IRI –. La rincorsa dei volumi come prevalente obiettivo di crescita rischia di rivelarsi controproducente. Quindi sì alle promozioni, ma con intelligenza strategica”.
La difesa del valore, poi, passa attraverso la difesa dei prezzi. “Ogni prezzo deve riflettere un sano equilibrio di bilancio, in cui alle principali voci di costo deve aggiungersi sempre più quello della comunicazione – sottolinea Romano –, che deve avere tra i suoi obiettivi anche quello di trovare i consumatori di vino del domani”. Un tema, quest’ultimo, sul quale sta evidentemente riflettendo anche la GDO, e del quale si parlerà in occasione della tradizionale tavola rotonda organizzata da Veronafiere e IRI al prossimo Vinitaly. “Il tema di come calibrare le promozioni è fondamentale – osserva da parte sua Angelo Corona, direttore acquisti PL di Finiper e rappresentante di Federdistribuzione –. Occorre sostenere i consumi, non solo di vino, ma senza drogare il mercato e senza annullare la percezione del giusto prezzo, che i consumatori devono mantenere”.

Mariangela Molinari

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