Alberghi italiani, bilancio 2011 in buona salute

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federalberghi-bilancio-2011È tempo di bilanci per ciò che riguarda l’anno appena trascorso e di pronostici per quello appena cominciato.
E talvolta i bilanci riservano sorprese del tutto inaspettate. Come nel comparto alberghiero italiano, dove la lettura dei dati finali dell’analisi campionaria svolta periodicamente dalla Federazione su un gruppo di oltre 1.000 imprese ricettive distribuite sull’intero territorio nazionale ha riportato “risultati in totale in controtendenza rispetto all’andamento mondiale dell’economia”.
È questo il commento del Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, nel prendere visione di un +2,3% di presenze turistiche, determinate da un modesto +0,3% degli italiani ed un significativo +5,3% degli stranieri che confermano in modo inequivocabile la competitività delle imprese turistiche italiane.
Competitività confermata peraltro dall’Istat che indica come ad una inflazione 2011 al 2,8% gli alberghi abbiano contribuito aumentando le tariffe solo dell’1,8%.
“Il 2011 quindi – evidenzia il Presidente degli Albergatori italiani – ha rappresentato un ulteriore ed autentico punto di svolta che, purtroppo, ha trovato nell’evolversi della crisi internazionale altri elementi di avversione.
Preoccupazioni invece per il 2012, che si è aperto con diverse incognite sul fronte delle liberalizzazioni e delle imposte fiscali che si stanno delineando con la nuova guida di governo.
“Il varo della manovra ‘salva-Italia’ – sottolinea Bocca – stando alle elaborazioni del nostro Centro Studi, produrrà tra IMU ed aumento dell’IVA un aggravio fiscale quantificabile per il solo 2012 in quasi 600 milioni di Euro, ai quali andranno aggiunte le concessioni demaniali e la mina dell’imposta di soggiorno che a macchia di leopardo e senza una quantificazione omogenea finirà inevitabilmente col creare forme di disparità tariffaria e di concorrenza sleale tra località limitrofe ed a medesima offerta turistica”.
“Nonostante ciò, tuttavia, il nostro appoggio al Governo Monti ed al Ministro del Turismo, Piero Gnudi, rimane indiscusso, – conclude Bocca – pur nella chiara evidenza che il settore avrà sempre più esigenza di regole elastiche nel mercato del lavoro, soprattutto per le località stagionali e di strumenti di promozione e commercializzazione adeguati all’evoluzione dei tempi nei quali viviamo”.

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