Alto Adige un esempio per il Paese

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Conoscere l’Alto Adige non significa soltanto andarci per le vacanze o fermarsi a visitare i mercatini. L’Alto Adige è un sistema integrato in cui economia del territorio, tradizione e rigore amministrativo sono da anni coordinati e sinergici tra loro, fino a diventare un esempio di eccellenza fonte di interesse internazionale e di studio da parte di organizzazioni come la Fao.

Le ragioni del successo dell’Alto Adige sono state illustrate in una conferenza stampa promossa dalla Fiera di Bolzano rappresentata dal direttore, Reinhold Marsoner  e dal Prof. Massimo Tagliavini, docente presso la Libera Università di Bolzano. “La natura ci ha messo senz’altro del suo – ha affermato il Prof. Tagliavini –  ma anche l’uomo in queste parti ha saputo fare bene”. In primis la cooperazione che ha saputo tenere unite micro aziende (nonostante l’82% delle aziende abbia meno di 10 ettari e l’85% si trova sopra i 1000 metri di altezza) riuscendo ad elevare molte produzioni autoctone in vere eccellenze di livello internazionale.
Basti pensare alla melicoltura, il cui giro d’affari ha superato abbondantemente i 650 milioni di euro e coinvolge circa 8000 produttori, rappresentando il 15% dell’intera produzione europea. O la produzione viticola grazie la quale l’Alto Adige detiene il più alto numero di vini menzionati nelle guide specializzate e il 72% di vini Doc della superficie viticola.

“Oltre alla qualità dei suoi prodotti – ha voluto ribadire il direttore della Fiera di Bolzano – l’Alto Adige è un modello che ha saputo unire alle eccellenze dell’agricoltura e la bellezza del territorio, le risorse portate dal turismo”. Basti pensare, ha aggiunto Reinhold Marsoner, che nell’ultimo anno le camere occupate nella provincia di Bolzano sono state 30 milioni e il 12% è stato offerto grazie agli agriturismi, un dato che supera del doppio quello della Toscana collocata al secondo posto in Italia”. Ma un altro dato sorprendente è sapere che 50% del vino prodotto in Alto Adige è acquistato dai turisti, confermando con ciò che il turismo enogastronomico è qualcosa di molto concreto se ben organizzato e promosso.

E quando si parla di promozione si deve per forza aprire l’agenda e prendere nota delle manifestazioni fieristiche che l’Ente Fiera ha in calendario già dalle prossime settimane. A cominciare da AGRIALP, la vetrina storica delle 18.000 aziende agricole del territorio, in calendario dall’8 al 13 novembre prossimi, la cui ultima edizione ha visto partecipare 292 espositori italiani e 105 esteri. “Il ruolo della Fiera di Bolzano – ha spiegato il direttore – è promuovere l’economia del territorio, in primis quella agricola, per cui oltre ad AGRIALP in programma c’è BIOLIFE dal 22 al 24 novembre, alla sua terza edizione, e negli stessi giorni INTERPOMA, la fiera internazionale dedicata alla mela. Per gli eno-appassionati senz’altro l’evento per eccellenza più esclusivo è dedicato ai vini autoctoni selezionati messi in mostra ma soprattutto portati per l’assaggio grazie a AUTOCHTONA in agenda il 21 e 22 ottobre in contemporanea con HOTEL, la fiera internazionale dell’hotellerie.

Un vero esempio questo dell’Alto Adige per il resto del Paese, di come dovrebbero funzionare politica, economia e collettività di un territorio.

Roberto Martinelli

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