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“Uno dei peggiori difetti della nostra società è la mancanza di meritocrazia. Con questo premio, Barilla ha voluto rendere onore al merito delle giovani generazioni, nel ricordo di Pietro Barilla che, nel valore delle persone, credeva fermamente”. Paolo Barilla apre con queste parole la cerimonia di premiazione della prima edizione del premio “Barilla per i Giovani” che assegna a 10 giovani e ai loro progetti una borsa di studio del valore di 40 mila euro ciascuno, affinché possano perfezionare i loro studi e realizzare le loro idee.
400 i progetti pervenuti, 10 i vincitori, ma a tutti il merito di avere avuto fiducia in se stessi e avere pensato alla realizzazione di qualcosa che potesse essere di beneficio per tutti.

Una particolarità colpisce osservando la rosa dei premiati: 9 sono giovani donne, tra loro un solo uomo.  Senza facile ironia o banali luoghi comuni sulle “quote rosa” tanto di moda, ci limitiamo a sottolineare il dato di fatto. Di certo non si può fare a meno di notare come la maggior parte dei progetti presentati, e ritenuti meritevoli, passino attraverso la sfera del sociale coinvolgendo quelle attività e quei lavori “di cura” che l’universo femminile riesce così bene a rendere concretamente realizzabili con sensibilità e buon senso.  Molte le chiavi di lettura, e tutte valide; a me piace pensare che finalmente i giovani abbiano capito che il futuro riguarda tutti e occuparsi degli altri significa occuparsi di se stessi. Padre Giulio Albanese, missionario e giornalista, e membro della giuria che ha decretato i progetti migliori, ha dichiarato nel corso della serata: “I giovani non sono solo il futuro, sono il presente e investire nella corresponsabilità significa andare aldilà dell’individualismo per raggiungere la dimensione comunitaria. Sui giovani pesa l’onere di farlo capire a tutti, e rappresentare la speranza”.
Sull’importanza della cultura e della formazione si è espresso Alberto Grando, professore di Economia e Gestione delle Imprese dell’Università Bocconi: “investire nello studio è fondamentale per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica. Il miglioramento della società può avvenire solo attraverso progetti di solidarietà legati al management”, perché, come ha dichiarato Andrea Pontremoli, Amministratore Delegato e Socio di Dallara Automobili “l’imprenditore deve creare un futuro dove la gente voglia stare; dare speranza ed essere di esempio è ciò che dà valore a un’impresa, perché il futuro è il posto dove passeremo il resto della nostra vita”.

La seconda edizione di Barilla per i Giovani si aprirà il 16 aprile 2014.
Alex Zanardi, grande campione e straordinario esempio di forza di carattere ai giovani finalisti: “Non bisogna mai perdere entusiasmo e volontà; l’importante è cogliere in ogni vicenda della vita, qualunque essa sia, l’opportunità che offre, per andare avanti da soli guardando sempre avanti”.
La Giuria che ha assegnato le borse di studio Barilla per i Giovani era composta da: Padre Giulio Albanese, missionario e giornalista, Alberto Grando, prorettore dell’Università Bocconi, Andrea Pontremoli, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Dallara Automobili, Gavino Sanna, pubblicitario.

Quattro le aree tematiche: no profit; business management; qualità e innovazione; arte, comunicazione e design.

I progetti premiati e i protagonisti:

Marco Morini: costruire case utilizzando il vetro mattone fotovoltaico per ottenere edifici sostenibili, innovativi e green.
Laura Guarnieri: creare un centro multidisciplinare in Burkina Faso, per studiare e trovare risposte alle tematiche legate ad acqua, ambiente e alimentazione.
Sara Gazzera: acquisire le competenze necessarie ad aiutare i bambini ospedalizzati offrendo una didattica interattiva in grado di aumentare la connessione e la comunicazione col mondo esterno.
Maria Biondo: tutelare le diversità nella convinzione che le caratteristiche e peculiarità di ciascuno rappresentino un valore per la comunità.
Maltese: creare in Asia e Africa dei laboratori per aiutare le donne a gestire al meglio le mestruazioni, causa di emarginazione e assenteismo lavorativo.
Francesca Gaeta: applicare la musicoterapia nello studio delle neuroscienze e aiutare i malati di autismo.
Francesca Profita: costruire una piattaforma online per aiutare gli studenti del sud del mondo a preparare i test di ammissione a Medicina.
Sara Braga: un nuovo modo intelligente di smaltire i rifiuti e favorirne il riutilizzo.
Federica Fuda: la musicoterapia per migliorare la vita delle persone affette da disabilità.
Chiara Fioretti: studiare la relazione medico-paziente puntando non solo sulla cura ma sul prendersi cura del malato.

Marina Caccialanza

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