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Un martini con 007, per brindare all’anniversario di Missione Goldfinger, la celebre pellicola compie cinquant’anni

 Notte fonda, America Centrale, non è un normale sommozzatore quello esce dall’acqua scura, e si toglie la muta, ma un atletico e affascinante James Bond in un impeccabile smoking bianco, determinato a disinnescare un pericoloso traffico di stupefacenti.

Un travolgente inizio per 007 Missione Godfinger, uno dei capolavori della cinematografia Spy Stories e una delle scene più celebri della storia del cinema. Un aspro confronto che si dipana in 112 minuti di adrenalina pura, e contrappone senza esclusione di colpi l’agente segreto più amato da Sua Maestà al perfido Auric Goldfinger, intenzionato, a fare sua la riserva aurea di Fort Knox, e a sovvertire l’ordine mondiale.

Bond Girl da salvare, sgherri malvagi, auto veloci e hotel di lusso, ma anche vini e cocktail pregiati, elementi imprescindibili nella giornata dell’agente segreto, e allora ecco due bottiglie di Dom Perignon annata 1953, ordinate al Fontainbleau Hotel di Miami Beach, ben fredde, dichiarando: “bere Dom Perignon a più di 4°, sarebbe peggio che ascoltare i Beatles senza i tappi nelle orecchie”, prima del tete à tete con Jill Masterson, interpretata da Shirley Eaton, la ragazza dipinta d’oro che perirà soffocata da Goldfinger, guadagnandosi il titolo, di immagine più erotica del decennio. Un Brandy “mediocremente miscelato”, sorseggiato malvolentieri a cena con M dal colonnello Smithers. Un “Martini agitato non mescolato”, che nel doppiaggio infelice diventerà “Martini gelato, molto secco”, sul jet personale di Goldfinger, e un cocktail Mint Juleps richiesto da Bond “non troppo dolce”, mentre è prigioniero.

Siamo nel 1964, mentre i Beatles conquistano il mondo, al cinema i competitor di 007 sono Mary Poppins, My Fair lady, e La Pantera Rosa, ma il fenomeno Bond dilaga. Il romanzo Goldfinger di Ian Fleming, da cui è tratto il film, è uscito cinque anni prima, arrivando in cima a tutte le classifiche, impressionando anche Allen Dulles, direttore della Cia, che tenterà di copiare alcuni gadget dell’Aston Martin di Bond, senza peraltro riuscirvi.

Il film sarà il maggior successo commerciale mai registrato da una pellicola cinematografica fino ad allora, e porterà il mondo intero nell’era Bond, a Parigi, Sean Connery mentre gira Thunderball attraversa gli Champs Elysées tra un tripudio di folla, all’Odeon di Londra per la prima, ci sono cinquemila persone che si accalcano davanti all’ingresso, a Milano mentre una ragazza dipinta d’oro deve difendersi dai fans, viene esposta l’Aston Martin in piazza Duomo, scatenando il delirio della folla, che sviterà bulloni e specchietti, guadagnandosi la copertina sulla Domenica del Corriere.

Luca Bonacini

 

 

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