Drastico calo per la produzione di vino italiano

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calo-produzione-vinoUn drastico calo produttivo del vino proveniente dalla raccolta della vendemmia del 2011 era stato annunciato, ma ora sono arrivati i tanto attesi dati ufficiali Istat sulle ricognizioni Ismea-Uiv, e si parla di un crollo del 14% di raccolta di uva con una produzione stimata attorno ai 40 milioni di ettolitri.
La scarsa quantità è però compensata dall’incremento di vendite del vino italiano all’estero, con un aumento record delle esportazioni del 25 per cento in valore nel 2011 (fonte Coldiretti) e dall’ottima qualità del prodotto made in Italy: oltre il 60% della produzione è infatti stata destinata ai vini di denominazione Docg, Doc e Igt,  riconosciuti in Italia, che oggi sono 517.
Il calo produttivo ha fatto perdere all’Italia il primato quantitativo mondiale a favore della Francia che ha raggiunto i 50,2 milioni di ettolitri (+11% rispetto al 2010) e vede il nostro paese incalzato dalla Spagna che ha subito una flessione produttiva di gran lunga inferiore alla nostra, contenuta al 2%, per un totale di 39,9 milioni di ettolitri.
Cresce a due cifre la produzione dei vini del Nuovo mondo: Cile (+15,5%, per oltre 10 milioni e mezzo di ettolitri), dietro a Stati Uniti, Argentina e Australia.
In flessione  (-6%) anche la vendemmia statunitense, quarto nella classifica mondiale con 18,7 milioni di ettolitri, che accusa il –10% della California, primo polo produttivo del Paese.
A superare la soglia dei 10 milioni di ettolitri vi sono anche altre due nazioni: la Cina, che con 10,4 milioni di ettolitri (-4%) si aggiudica l’ottava posizione nella graduatoria mondiale, e il Sudafrica con una vendemmia cresciuta del 2% rispetto al 2010.
In Europa crescono Germania (+28%) e Austria (+45%), Romania (+31%), Bulgaria (+55%), Ungheria (+27%), Repubblica Ceca e Slovacchia.

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