E’ della Cantina Zardetto il prosecco tra i più apprezzati

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zardettoTra gli spumanti italiani più conosciuti al mondo spicca indiscutibilmente il Prosecco e,  tra questi, spicca un nome: Zardetto. Non è uno slogan, non è per compiacersi, ma tra chi se ne intende di Prosecco, il nome di questa cantina non è una sorpresa.
La fortunata avventura inizia con Bepi Zardetto, tre generazioni fa, un passato trascorso con uno dei più importanti studiosi ed esperti di viticoltura del tempo, il  prof. Dalmasso, fondatore e primo presidente dell’Accademia italiana della Vite e del Vino. La storia prosegue col figlio Pino fondatore nel 1969 della Cantina Zardetto. L’impronta è stata subito di puntare in alto, anche se in quegli anni parlare di qualità era come parlare arabo. Studiare e non solo, perfezionare e migliorare la tecnica applicata al Prosecco della fermentazione col metodo “Charmat” era pionieristico, ma la cantina Zardetto l’ha fatto, ci ha creduto e i risultati negli anni si sono visti. Oggi la cantina è condotta dal figlio Fabio, enologo ma soprattutto grande appassionato del suo prodotto. Una profonda conoscenza del territorio, una maniacale convinzione presa dai francesi dello schema analitico che ogni terreno dà un suo vino, ha portato la Zardetto a presentare diverse tipologie di vini esattamente come diversi sono i “terroir” da cui provengono.
La zona di produzione viticola complessiva del Prosecco DOCG si estende per un totale di 6100  ettari in un’area che comprende 15 comuni compresi tra Conegliano e Valdobbiadene, di quest’area Fabio Zardetto sa tutto, ma proprio tutto. Un territorio difficile da coltivare, ma assai generoso con le sue uve. In questo fazzoletto di terra, che non basterebbe tutto assieme a conferire le uve a una medio-piccola cantina australiana, ha una natura dei terreni e una conformazione morfologica assai diversi da una “riva” e l’altra. Si perché da queste parti i vigneti sono per gli esperti, divisi in rive. Come per esempio la “riva” di Ogliano, nella zona est di Conegliano i cui i terreni morenici hanno particolari caratteristiche che Fabio ben sa. Solo da questi vigneti  le uve raccolte a mano e non ancora mature, Zardetto sa ricavare il suo ”Tre Venti”: un Prosecco dalle intriganti note speziate, equilibrato ma dal sapore siliceo, unico ed esuberante nel suo genere, particolare per gli intenditori. Verrebbe da dire: tutto un altro Prosecco.
I meriti e i riconoscimenti conferiti da più parti, in Italia quanto all’estero, alle etichette di questa non grandissima  cantina che produce non più di due milioni di bottiglie sono ormai numerosi, l’ultimo della serie è stato consegnato appena prima di Vinitaly 2012 a Visnà da Assoenologi, esattamente da una giuria di inflessibili e ineguagliabili intenditori, il primo premio come miglior Prosecco. Ma fare qualità costa e  ce lo conferma ancora Fabio che, assieme al suo giovanissimo enologo, Renzo Moretta, non smettono mai di fare prove e ricerche, analisi e comparazioni. Sempre perché a loro non basta fare un buon Prosecco, occorre sapersi distinguere e migliorarsi rispetto agli altri, partendo da quello che ti da la vite di quel terreno e il rispetto in cantina.

Roberto Martinelli

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