Cattiva alimentazione il nuovo problema italiano

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besita-italiaQuante volte nei telegiornali sono mandati in onda servizi sull’obesità dilagante negli Stati Uniti e in Cina, seguiti da una reazione d’incredulità di fronte a tale ignoranza alimentare? L’Italia, il paese della dieta mediterranea, del mangiar sano, dei prodotti a origine controllata, fino a pochi anni fa sembrava immune da una simile piaga sociale.
Non è più così: da qualche anno, nel nostro Paese, circa 50.000 decessi hanno come causa primaria l’obesità, e il dato è destinato ad aumentare, influenzato dalla cattiva performance delle categorie più giovani.
Questo il quadro desolante che il Rapporto Osservasalute ha tracciato anche nel 2010: circa un terzo della popolazione adulta (35,5%) è in sovrappeso, mentre circa una persona su dieci è obesa, per cui il 45,4% della popolazione si ritrova in “eccesso ponderale”.
Non si salva nessuno, nemmeno i bambini, definiti “grassi” nel 34% dei casi (il 2% in meno rispetto al 2009). Tra gli otto e i nove anni, poco prima della pubertà, sovrappeso e obesità riguardano rispettivamente il 22,9% e l’11,1% dei bambini, con variabilità regionale. Fa eccezione solo l’Emilia Romagna, con una percentuale di bambini obesi limitata all’8,6%.
Aumentano quindi le persone in sovrappeso in quasi tutte le regioni (solo Campania e Sicilia registrano un trend negativo). Per quanto riguarda le persone obese, dieci regioni presentano tassi maggiori rispetto allo scorso anno mentre altre dieci regioni registrano una minor prevalenza, lasciando il dato medio nazionale inalterato.
Nel periodo 2001-2008 la percentuale di persone di 18 anni e oltre in condizione di sovrappeso e obesità è passata, rispettivamente, dal 33,9% nel 2001 al 35,5% nel 2008, e dall’8,5% nel 2001 al 9,9% nel 2008.
Rispetto al Rapporto Osservasalute 2009, quest’anno si registra un leggero incremento della quota di persone che svolgono attività fisica, e una conseguente riduzione nella quota di sedentari.
Dopo tanti dati poco entusiasmanti, una buona notizia per gli anziani delle province di Ravenna e Forlì – Cesena: nella prima gli uomini superano di poco gli 80 anni, nella seconda le donne toccano quota 85,3 anni.

Per saperne di più: http://www.osservasalute.it/

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