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Riformulando il consumo di cibo, svolgendo maggiore attività fisica ed eliminando il fumo si possono prevenire l’80% delle malattie cardiovascolari, l’80% dei casi di diabete di tipo 2 e il 40% dei casi di tumore. Questo in Europa e basterebbe prestare attenzione a questi dati e l’insieme della nostra comunità ne trarrebbe un enorme beneficio in una significativa riduzione delle spese mediche, che per le malattie croniche incide per il 77%, e il tasso di mortalità che, per le stesse cause, è pari all’86%.

Anche ad accrescere questa sensibilità serve la Giornata mondiale della Salute, che si celebra il 7 aprile in ogni parte del mondo per ricordare l’anniversario della fondazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1948. Il tema di questa edizione è la pressione alta o ipertensione: un problema che fa salire il rischio di attacchi cardiaci, ictus e insufficienza renale. Il rischio di sviluppare queste complicazioni è maggiore in presenza di altri fattori di rischio cardiovascolare come il diabete. Nel mondo un adulto su tre convive con la pressione alta e la percentuale aumenta con l’età. E questa è solo una delle 291 tra malattie, violenze, incidenti che il Global Burden of Disease (letteralmente, bilancio globale della salute) ha censito nel 2012, diventando la più grande indagine sulla salute compiuta a livello mondiale.

Il rapporto evidenzia anche un aspetto positivo: la speranza di vita che, negli ultimi 40 anni, è passata da 61,2 a 73,3 anni er le donne e da 56,4 a 67,5 per gli umoni.  Eppure, nonostante si viva più a lungo il problema è diventato come vivere meglio più a lungo. E il cibo, in questo caso, gioca un ruolo fondamentale, unitamente all’attività motoria.

“L’attività fisica, una dieta ricca di fibre e un apporto ridotto di grassi (con una preferenza per quelli insaturi) hanno un effetto protettivo. Sempre più però lo stile di vita occidentale dimentica queste abitudini, e il risultato, ad esempio, è che il numero di diabetici è salito del 34% fra il 2003 e il 2009. E la cifra è destinata ad aumentare e a produrre costi notevoli per i singoli e per la collettività. Il diabete, infatti, è una delle malattie che più compromettono la qualità della vita, ed è una delle più costose per i servizi sanitari. Secondo la Federazione Internazionale del diabete, solo nel 2007 nel mondo si sono spesi 232 miliardi di dollari per questa malattia e nel 2025 la cifra potrebbe toccare i 302 miliardi. In Italia, la gestione del diabete e delle sue complicanze costa 7,7 miliardi di euro all’anno, il 7% della spesa sanitaria complessiva”. Lo scrive Margherita Fronte sul primo numero di Food for Healt, la rivista di Barilla Center for Food & Nutrition che, nella Giornata Mondiale della Salute si può scaricare gratuitamente dal sito.

Che fare dunque? Innanzitutto cominciare a seguire le regole di uso comune e di antica saggezza: meno grassi nel cibo, meno sedentarietà, maggior prevenzione. Consapevoli che non esiste una dieta ideale né uno stile alimentare universale val la pena ricordare che viviamo nel Paese che ha dato i natali alla Dieta Mediterranea, riconosciuta dall’Unesco come Bene immateriale dell’Umanità, che propone un tipo di alimentazione vantaggiosa per la salute a cominciare dalla protezione contro le malattie croniche di cui sopra. Cominciamo da lì, visto che per perseguirla abbiamo tutto a portata di mano.

 

Luigi Franchi

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