La Cina chiama, la Sicilia risponde

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cinaMigliora sempre più l’immagine e la credibilità dei prodotti agroalimentari siciliani sui mercati stranieri. Stavolta è stato il Sol Levante a valorizzare le produzioni isolane, con particolare riferimento al segmento vitivinicolo. Il gruppo Wahaha di Hangzhou, una delle più importanti realtà nel settore della grande distribuzione cinese, ormai da tempo ha sviluppato l’attività di retail di prodotti importati dall’Europa in diversi settori: dall’abbigliamento alle scarpe, dai gioielli alla cosmetica, dai prodotti per la casa all’agroalimentare passando anche dai prodotti per l’infanzia.

L’obiettivo è quello di individuare articoli di elevata qualità prodotti da aziende medio – piccole per importare sul territorio cinese marchi non ancora conosciuti. Nei giorni scorsi è stato direttamente il presidente del Gruppo Wahaha, Zong Qinghou, arrivato nell’isola accompagnato da una delegazione di esperti, ad incontrare l’assessore alle Risorse agricole e alimentari, Francesco Aiello, il direttore regionale dell’Istituto per il commercio estero (Ice), Alessio Ponz de Leon Pisani, e il presidente dell’area agroalimentare di Legacoop Sicilia, Pino Gullo, per cercare di definire fruttuose partnership commerciali con 35 aziende agroalimentari siciliane interessate al  progetto, di cui 16 produttrici di vino. Oltre alla tappa di Palermo, la missione in Italia dei rappresentanti di Wahaha prevede anche quelle di Milano, Firenze e Napoli per selezionare altre aziende di settori merceologici diversi.
“Ho avuto il piacere di incontrare  il signor Zong QingHou che, secondo quanto afferma la rivista Forbes, pare sia l’uomo più ricco della Cina, e i tre suoi collaboratori – ci racconta Pino Gullo – hanno illustrato i dettagli dell’ambizioso progetto imprenditoriale di lanciare nel grande mercato cinese un marchio con prodotti di  qualità e di eccellenza europei: in questo contesto, la terra di Sicilia è stata individuata come la potenziale fornitrice di alcuni prodotti dell’agroalimentare. Ho riscontrato negli interlocutori non solo grande competenza ma anche minuziosa conoscenza sia delle eccellenze nostrane, ossia vino, olio, agrumi, ortaggi, grano, succhi, pasta, che le loro allocazioni territoriali”.

Un incontro suggestivo e stimolante che non mancherà a breve di produrre interessanti esiti. “Seppur, da quanto ho evinto da alcune battute scambiate fuori dalla cerimonia ufficiale, gli interlocutori cinesi non abbiamo trovato le dimensioni organizzative ed imprenditoriali che cercano per soddisfare le economie di scala e le quantità necessarie per realizzare la linea di prodotti con il marchio che intendono lanciare, avendo apprezzato la qualità delle eccellenze siciliane hanno invitato diverse imprese a partecipare ad un importante workshop in programma a Shangai a metà di ottobre” conclude Gullo. Una vetrina di prestigio da utilizzare come trampolino di lancio per le legittime aspettative di crescita dei produttori siciliani.

Antonio Longo

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