Come mangi in vacanza? Fipe indaga gli stili di consumo

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Interessante spaccato di un’Italia vacanziera, che per qualche giorno cambia le proprie abitudini alimentari e dimostra comportamenti coerenti per zona, sesso ed età.

L’analisi compiuta dall’Ufficio studi Fipe-Confcommercio e Format Research approfondisce gli stili di consumo di noi italiani quando andiamo in vacanza e ciò che emerge è senz’altro coerente con le possibilità di spesa che le fasce d’età hanno, ma individua anche curiose distinzioni per area geografica. Fipe ha voluto così rappresentare con un aggettivo quattro categorie di consumatori che si presentano al desco dei propri associati lungo tutta la penisola.

Ne esce un ritratto interessante e divertente dove i più giovani, naturalmente, ed in particolare uomini del sud Italia, spendono meno e prediligono pubblici esercizi semplici, pizzerie, fast food, questi sono identificati come “parsimoniosi”, mentre le donne della stessa area, rientrando nella categoria con l’appellativo di “sregolati”, si concedono maggiori lussi, scegliendo di mangiare “senza regole” ne orari, senza badare troppo a ciò di cui ci si alimenta.

Diverso il comportamento delle colleghe adulte, che sono definite, invece, “spensierate” e dimostrano di amare e ricercare la buona cucina da vivere come coccola, un atteggiamento che si riscontra maggiormente al nord Italia. Sempre qui si aggirano i “curiosi”, soprattutto uomini e adulti, che considerano il cibo una degli aspetti caratterizzanti della vacanza e abbinano le scelte gastronomiche all’esplorazione culturale di un luogo visitato.

Commenta Luigiii Stoppani, presidente di Fipe:”Questi aspetti incidono in modo importante sul rapporto tra consumatore ed esercente della ristorazione poiché se sono i giovani la fetta di popolazione che risulta più orientata a consumare pasti in ristoranti, pizzerie, tavole calde, e simili, gli adulti, al contrario, rappresentano un target più impegnativo per i pubblici esercizi, perché, pur incrementando la frequenza durante le vacanze, sono disposti a spendere di più, ma solo a fronte di un servizio di qualità e di una proposta più gourmand” Una sfida importante, dunque, per la nostra ristorazione saper intercettare in un momento di maggior propensione ai consumi il cliente migliore ed in maggior numero per la propria offerta. Ci auguriamo, nonostante il clima, di registrare risultati positivi tra qualche settimana, quando si comincerà a tirare le somme.

Aldo Palaoro

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