Dare futuro all’Italia

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“Tutto è fatto per il futuro, andate avanti con coraggio” è il titolo della biografia scritta da Francesco Alberoni, edita da Rizzoli, che verrà presentata il 15 aprile al Teatro Regio di Parma per celebrare i 100 anni dalla nascita di Pietro Barilla, uno degli imprenditori italiani che, al pari di Adriano Olivetti, Enzo Ferrari e Gianni Agnelli, contribuirono ad affermare il made in Italy nel mondo. Quello stesso che oggi sta aiutando la nostra economia a reggere sul mercato.

Pietro Barilla ha legato il suo nome anche a ”valori come la tenacia – recita una presentazione della biografia – la generosità, la sensibilità sia umana sia artistica e la territorialità, facendo sì che oggi venga ricordato da tutti come esempio di imprenditore ideale”. La domanda che ci poniamo, leggendo queste brevo note è: esistono ancora imprenditori di questa stoffa?
La risposta è ovvia: sì, esistono ancora ma, a differenza di quegli anni, in cui alla figura imprenditoriale si affiancava quella del leader, inteso come colui che crea un cambiamento positivo per sè e per gli altri, attraverso la motivazione, la condivisione e la corresponsabilità nel raggiungere un obiettivo prefissato (dove chiaramente gli altri fanno ciò senza costrizioni), oggi è forse più appannata.

Ed è questo che invece distingue le fasi di sviluppo che il nostro Paese ha comunque avuto dal dopoguerra ad oggi. Negli anni ’60 del boom economico c’era una visione che ci ha portati, pur uscendo da una guerra terribile e nel volgere di un decennio, ad essere tra i sette paesi industrializzati del mondo. L’ultima fase di crescita, negli anni ’80, già non era più così. Oggi non parliamone. Eppure resiste, in tutto il mondo, l’immagine positiva del nostro Paese, creata allora e mai più cancellata.
Aggrappiamoci a questa positività, vista dagli altri, facciamola tornare nostra.
Anche in questo modo si esce dalle crisi. Torniamo a dare valore e non svuotiamo di significato il concetto con cui troppo spesso ci riempiamo la bocca: fare squadra, fare rete.
La struttura economica italiana è fatta dalla piccola e media imprenditoria e per affrontare i mercati, ma anche per sostenere la visione ideale del nostro Paese, occorre muoversi uniti.
Impariamo, tutti, ad ascoltare le voci, migliaia di voci, di imprenditori che ogni giorno si danno da fare per garantire il futuro alle proprie imprese, ai dipendenti, all’economia italiana. Diamo voce a queste esperienze, diamo valore al loro lavoro e alle loro fatiche. Trasmettiamolo alle istituzioni, all’economia, alle giovani generazioni.
Solo così potremmo dire di averci provato davvero, a cambiare. Questo è il nostro impegno per dare futuro.

Roberto Martinelli

 

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