Come cambia il design dei locali notturni

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locali-notturni-design-berettaÈ a partire dagli anni ’80 che la cosiddetta “Milano da bere” si afferma come simbolo del benessere italiano e diviene la città modello per le nuove tendenze della moda, del design e dell’architettura. Tendenze che guidano la nascita di nuovi locali e l’inevitabile incalzante restyling che le regole del vivere la città notturna impone.
Ed è in questo mondo che, proprio dagli anni ’80, si muove e si afferma l’Architetto Daniele Beretta, iniziando la sua carriera specializzandosi soprattutto nell’architettura dell’entertainment . Il brillante inizio avviene col “Primadonna”, la discoteca che ha segnato la storia di Milano di quegli anni.
Di qui in poi Beretta accompagna o addirittura forgia le nuove tendenze del mondo della notte, trasformando le discoteche da contenitori di massa dalle dimensioni smisurate a locali “fashion” per un pubblico selezionato e d’élite.
Nascono le sale Privè, i discobar, e via via il locale notturno diventa il tempio del design fino agli anni 2000 quando passano la scena al lusso e all’eleganza. Sono di questi anni i progetti del GATTOPARDO (2001), ricavato all’interno di una ex chiesa sconsacrata, il LUMINAL (2004), l’ELEVEN (2006) e nella zona di Corso Sempione offerta al ritrovo della vita notturna di Milano, il WISH (2006 ) e il rinnovato JUST CAVALLI (2009), tutti progettati da Beretta, talvolta in collaborazione con altri architetti.
Oggi il 90% dei locali notturni meneghini porta la sua firma:
“Il locale notturno, dagli anni ’80, – raconta Beretta – si è letteralmente trasformato ed è divenuto un punto di riferimento e di scambio con gli ambienti del design. A maggior ragione a Milano, città anticipatrice di tendenze, le quali, però, per definizione, hanno una durata rapida e mai superiore ai cinque anni. Ecco perché nel progetto si tende ad evitare un’immagine troppo scenografica che accorcerebbe la durata dell’offerta. Entrare in un locale con un design scenografico molto caratterizzato per il popolo della notte equivarrebbe ad andare sempre alla stessa festa”.
Il minimal quindi la fa da padrone negli arredi, si punta soprattutto al dettaglio con elementi d’arte e agli effetti illuminotecnici, che hanno una grande incidenza nel fascino di un locale.
“Questo è uno schema funzionale vincente – spiega Beretta – oggi peraltro supportato dalla crisi, perché consente ai locali, dopo un anno o due, con piccoli ritocchi, di continuare ad essere di tendenza, facendo in modo che ‘bruci’, cioè che esca dalla scena, il più lentamente possibile”.
Il recente progetto dell’Architetto Beretta che esprime le tendenze del momento è il “The Club” o l’Alcatraz, locali fashion polifunzionali, dove la scommessa si gioca sulla struttura architettonica,  che deve avere una propria valenza identitaria per diventare, con piccoli accorgimenti fatti di luce e di elementi scenografici mobili, ora discoteca, ora sala concerti o centro convention.
“Oggi – conclude Beretta – mi piace molto ricorrere al mondo dell’arte con frammenti o gigantografie di opere che apparentemente passano inosservate, ma poi si assimilano e fanno bene alla salute…”.

Maurizia Martelli

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