Per domani il destino del DDL sulla difesa del suolo agricolo. E il Ministro Catania si aspetta un colpo d’ala

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salone-del-gusto-2012“L’Italia non ha più bisogno di cemento, ma di terra, di gratificazione e di progetti di vita per i giovani. Per questo sono onorato di avere Mario Catania come Ministro dell’Agricoltura: il suo disegno di legge sulla difesa del suolo agricolo è il vero cambiamento, che può condurre alla sovranità alimentare di ogni popolo e l’agricoltura locale è l’unico modo per garantirla.” Così Carlo Petrini ha esordito durante l’inaugurazione del Salone del Gusto e Terra Madre, a Torino fino ad oggi, insistendo nell’affermare quanto la cultura alimentare sia e debba essere sempre di più una forza non solo sociale e antropologica, ma anche politica.

I cinque milioni di ettari agricoli che l’Italia ha perso in 40 anni, passando da 18 a 13 milioni, che il ministro Catania ha definito come “uno dei delitti propri dei paesi occidentali”, tracciano la fotografia di un sistema che necessita un forte e deciso cambiamento di paradigma, “a partire dal nostro recinto Italia per arrivare alla dimensione planetaria, occorre recuperare un atteggiamento diverso, economico e morale, dove la parola d’ordina sia rispetto, in sintonia con la nostra capacità di produrre ma anche di vendere”.

Valorizzare la qualità Italia, in corretta relazione con l’ambiente e con il cibo migliore che possiamo produrre: su questa linea si fonda il disegno di legge firmato da Catania sulla difesa del suolo, che “introduce un meccanismo che non consente il superamento di un tetto prefissato di cementificazione dei terreni agricoli, tetto che viene fissato a livello nazionale e poi ripartito tra le Regioni che a loro volta lo ripartiscono tra i Comuni” ha spiegato il Ministro, introducendo la speranza che la conferenza con le Regioni prevista nel pomeriggio potesse non solo formalizzare l’accordo sul testo del disegno di legge ma trasformarlo addirittura in decreto: “Mi aspetto che le Regioni dicano sì, con uno scatto in avanti che aumenterebbe enormemente le possibilità di approvazione visto che la legislatura volge al termine”.

Scatto che in realtà non c’è stato: la Conferenza delle Regioni ha chiesto al Governo l’apertura di un tavolo tecnico per l’elaborazione di un documento condiviso che contemperi le tematiche agricole con quelle urbanistiche ambientali e paesaggistiche. Le Regioni hanno quindi chiesto il rinvio della discussione alla Conferenza unificata del 30 ottobre. Viscerale il commento a caldo del Ministro Catania: “Ci sono rimasto male, devo ammetterlo; c’erano già state riunioni tecniche e modifiche al testo, nelle quali mi dicono che non si era tenuto conto della filiera urbanistico paesaggistica. Non voglio fare polemica, ma cinque giorni sono pochi. Il 30 ottobre mi aspetto un colpo d’ala, per cogliere un’esigenza reale che è quella di dare risposte rapide agli sbagli compiuti negli ultimi 40 anni. La perfettibilità adesso non è prioritaria per bloccare la cementificazione dei terreni agricoli. Serve rapidità, convinzione e coerenza”.

E ci tornano in mente le parole che Petrini aveva pronunciato solo qualche ora prima: “Se ho una casa e mi si rompe il sistema di riscaldamento, la scelta più logica è cambiarlo. Finora invece abbiamo bruciato i mobili… Quando inizieremo tutti a dire basta al rovinare le bellezze del nostro paese per fare cassa?” Attendiamo domani per conoscere la risposta.

Alessandra Locatelli

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