Enoturismo, una risorsa ancora da sfruttare

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Nonostante l’intenso sviluppo conosciuto negli ultimi anni dall’enoturismo, la capacità di attrazione del vino italiano non pare ancora del tutto messa a frutto. A sottolinearlo è l’indagine Wine Monitor Nomisma commissionata dal Consorzio di Tutela Vini del Trentino e dal titolo “Il mercato interno: consumi, tendenze, prospettive. L’attrattività del vino nella scelta delle mete turistiche e il ruolo degli acquisti diretti di vino durante le vacanze/escursioni”. In base ai risultati emersi, solo per il 9% dei turisti stranieri la scelta del nostro Paese è dettata da una motivazione enogastronomica, e la percentuale scende ulteriormente nel caso di turisti italiani, considerato che appena il 4,7% (in crescita rispetto al 3,2% del 2008) è spinto da questa variabile.
Lo studio, focalizzato in particolare sul Trentino, evidenzia le potenzialità comunicative di questo territorio e delle sue eccellenze vitivinicole. Il 12% degli intervistati lo giudica meta ideale per vacanze ed escursioni (al quinto posto insieme al Veneto, dopo Toscana, Sicilia, Puglia e Sardegna, e con una buona capacità di creare fedeltà oltre al trial) e tra i luoghi in cui i vigneti contribuiscono maggiormente a rendere unica la bellezza del paesaggio.
Tra i punti di forza della regione viene annoverata anche l’enogastronomia. Il Trentino, infatti, è percepito come luogo amico della natura (prima risposta per il 32% degli interpellati) ma anche come ricco giacimento di cibi e vini di grande qualità (28%), oltre che ospitale (25%) e salutare (24%). Del resto, come conferma questa stessa indagine, i vini trentini godono di una soddisfacente awareness, tanto che dichiara di conoscerli il 48% degli italiani.
I più noti? I bianchi fermi, come Pinot Grigio, Müller Thurgau e Chardonnay, soprattutto tra turisti ed escursionisti (in questo caso la notorietà raggiunge oltre il 70% del target). Tra le bollicine primeggia il Trento DOC, la cui awareness raggiunge il 50% tra i ‘frequentatori’ del Trentino.
Ma oltre a essere un modo con cui accrescere la conoscenza, gite ed escursioni possono trasformarsi in una vera e propria occasione di acquisto: il 77% di turisti ed escursionisti, infatti, ha bevuto almeno una volta vini trentini durante il soggiorno e il 24% compra etichette del territorio in negozi ed enoteche ogni volta che trascorre una vacanza in questa regione. Anche gli acquisti diretti presso i produttori rappresentano un canale sempre più utilizzato da questo target: lo è abitualmente per l’11% dei turisti e sporadicamente per un ulteriore 9%. Questi dati, come sottolinea Fabio Piccoli, responsabile della promozione del Consorzio Vini del Trentino, aiutano a comprendere le vie da intraprendere per promuovere le eccellenze del territorio.
“È interessante notare – continua –, che oltre il 40% degli escursionisti e turisti del Trentino potrebbe essere interessato a trascorrere un periodo di vacanze accolto da un’azienda vitivinicola. Questo ci fa capire che forse i tempi sono maturi per sviluppare un modello ricettivo nuovo, che non solo faccia leva sull’originalità ma che stimoli anche la componente enoica ancora latente nel turismo italiano”.

Mariangela Molinari

 

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