F menù: per le donne gusto e salute in pausa pranzo

www.ristorazionecatering.it
Prodotti a marchio tutelato, è boom nelle mense scolastiche
6 marzo 2015
Il San Domenico di Imola compie 45 anni
7 marzo 2015
www.ristorazionecatering.it
image_pdfimage_print

Si chiama F menù il primo menu calibrato sulle specifiche esigenze nutrizionali della donna e pensato per le mense della ristorazione collettiva, a dimostrazione di come gusto e salute possano non solo essere coniugati, ma anche espressamente declinati al femminile.
Realizzato nell’ambito di Okkio alla Ristorazione, il progetto interregionale del CCM (Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie) approvato dal Ministero della Salute per migliorare la qualità dei pasti serviti dalla collettiva, lo speciale menu ‘in rosa’, stagionale, interpretabile in varianti locali, attento a costi e calorie ma soprattutto buonissimo, si è avvalso della creatività della chef stellata Cristina Bowerman, mentre per la parte scientifica è stato curato da Stefania Ruggeri, ricercatrice CRA (Consiglio per la ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’Economia agraria) NUTRIZIONE, con la collaborazione del gruppo di lavoro di Okkio. Il suo debutto, neanche a dirlo, è stato fissato proprio in concomitanza con la festa della donna, con tanto di presentazione ufficiale il 5 marzo e immancabile degustazione presso la mensa della Regione Lazio.
Leggero e gustoso, il menu è perfettamente in linea con gli obiettivi di Okkio alla Ristorazione: promozione del consumo di frutta e verdura, riduzione dell’utilizzo di sale (con preferenza per quello iodato), aumento dell’assunzione di folati, diminuzione di alimenti ricchi di zuccheri e di grassi di origine animale, uso prevalente dell’olio extravergine di oliva come condimento e garanzia di pasti ‘sicuri’ nelle mense anche per i celiaci.
Le regioni italiane finora interessate dal progetto sono Sicilia (capofila), Campania, Lazio, Emilia-Romagna, Marche e Veneto, mentre a livello nazionale sono coinvolte 56 unità dei Servizi Igiene Alimenti e Nutrizione (SIAN). In questa sua prima fase il programma conta sull’adesione di 240 mense di aziende di ristorazione collettiva, per un totale di circa 115mila pasti giornalieri serviti.
Ma ora che è disponibile, sarebbe auspicabile che un menu con queste apprezzabili caratteristiche nutrizionali rientrasse anche nei capitolati di gara pubblici. “Le aziende della ristorazione collettiva hanno un rapporto privilegiato con i consumatori della ristorazione aziendale – afferma Carlo Scarsciotti, presidente di Angem, Associazione Nazionale della Ristorazione Collettiva e portavoce di ORiCoN, Osservatorio Ristorazione Collettiva e Nutrizione –. I fruitori delle mense aziendali sono dei consumatori attivi, attenti alle scelte nutrizionali e alle caratteristiche dei servizi che proponiamo. Esiste però ancora qualche differenza tra servizi di ristorazione in mense di aziende private rispetto a quelli di enti pubblici, dove i vincoli contrattuali e di rispetto dei termini di capitolato, previsti nei bandi dagli enti stessi, creano obiettive e comprensibili rigidità, rispetto alla capacità di proposte innovative da parte delle imprese di ristorazione. Gli enti pubblici appaltano il servizio di ristorazione definendone i contenuti e i prezzi, mentre le aziende private sono di fatto molto più flessibili a recepire progetti innovativi che privilegino dei consumatori attivi. Considero l’F menù, quindi, un’iniziativa di particolare rilevanza, perché ideata e voluta da istituzioni pubbliche. Se questo porterà alla definizione di capitolati di gara menu attenti a esigenze particolari, in questo caso delle donne, avremo fatto un ulteriore passo verso la modernità del nostro Paese”.

Mariangela Molinari

 

image_pdfimage_print