Federalberghi e l’urgente “decreto valore turismo”

Prima disfida del tortellino: in finale Cantina Bentivoglio e Antica Trattoria Sacerno
14 gennaio 2014
Grandi chef, immensa memoria
15 gennaio 2014
image_pdfimage_print

Credito alle imprese, agevolazioni fiscali e diminuzione del costo del lavoro da un lato, diminuzione delle ritenute in busta paga e aumento del potere d’acquisto dall’altro: senza queste premesse – a quanto dice Bernabò Bocca, il Presidente di Federalberghi – sarà difficile riuscire a migliorare le condizioni del turismo italiano.

Tutti i dati relativi al settore, infatti, sono allarmanti: secondo le stime di Federalbrghi (basate sui numeri Istat degli anni 2011 e 2012, oltre che sulle statistiche dell’Osservatorio Mensile della Federazione per quel che riguarda il 2013), la crescita registrata nell’anno appena concluso è decisamente irrilevante. Si tratta, infatti, di appena seicentottantaseimila pernottamenti alberghieri in più rispetto al 2012 che, soprattutto se combinati con la flessione delle tariffe, volta ad assecondare le difficoltà della domanda, si traduce di fatto in un considerevole calo del giro d’affari.

Forza del Belpaese, amato e ammirato da tutti nel mondo, il settore turistico italiano soffre: nonostante l’aumento delle presenze degli stranieri (pari al 3,7% in più rispetto al 2012), in grado di contrastare la diminuzione di quelle italiane (-2,9%), continua a calare il numero di occupati nelle strutture alberghiere (-7% dal 2011).

Alla luce dei numeri che descrivono la situazione, Bocca sottolinea che: “A un anno dall’analisi del Consiglio dei Ministri circa il piano nazionale strategico per lo sviluppo del turismo in Italia, che si proponeva di far crescere il PIL di 30 miliardi di euro e di creare cinquecentomila nuovi posti di lavoro entro il 2020, sarebbe urgente passare dalla teoria all’azione, approvando in tempi rapidi il decreto valore turismo”.

Lucrezia Caravita

image_pdfimage_print