Secondo Fipe gli italiani pranzano sempre più fuori casa

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pranzo-fuori-casaLa crescita dei consumi fuori casa è inarrestabile, anche in tempi di crisi ed è proprio il nostro paese a guidarne la classifica europea. Insieme a Francia e Spagna totalizza una rete di imprese che sfiora 1,5 milioni di unità, circa il 50% del totale e l’Italia rappresenta il 17,1%.
Ogni giorno 12 milioni di persone, di cui 9 milioni di lavoratori, mangiano al bar o al ristorante, consumando 1,8 miliardi di pasti all’anno, per un valore complessivo di circa 12 miliardi e mezzo di euro.
Un’Italia, insomma, che sta sempre più fuori casa, per scelta ma soprattutto per necessità, secondo l’indagine del centro Studi Fipe presentata nel convegno “Il pranzo fuori casa degli italiani: ieri, oggi e domani” a Tuttofood, la Fiera dell’Alimentazione, alla Fiera di Milano.
Aumentano i pasti, specie a mezzogiorno, che nel corso degli ultimi quindici anni hanno raggiunto il 30%. Una percentuale che sfiora i 35 punti nelle grandi città, contro il 17,5 dei piccoli centri, a dimostrazione che nelle zone a media densità di popolazione si preferisce o si riesce ancora a consumare il pasto tra le mura domestiche, lusso più difficile per chi vive invece nelle metropoli.
Cambiano modalità e luoghi di consumo. Rispetto a quindici anni fa quando il pranzo era il pasto più importante per il 78% degli italiani ed era costituito da primo, secondo, contorno e frutta, ora a considerarlo tale è solo il 67%, ma di fatto solo poco più di dieci italiani su cento continuano a consumare un pasto completo secondo la tradizione italiana.
Il restante campione che incarna l’italiano moderno e preferisce ricorrere a un pasto modesto scegliendo prevalentemente un piatto unico con una spesa mediamente contenuta in 7 euro. Il 26% sceglie un panino, il 23% ricorre alla pizza, il 15% preferisce un primo piatto o un’insalatona (13%).
Cambiano, di conseguenza anche i luoghi di consumo: trattorie o ristoranti (28%), snack bar (22%) nelle pizzerie a taglio o che servono al piatto (18%).
Nella scelta delle bevande prevale il consumo di acqua minerale (46%) e di bevande analcoliche, mentre risultano marginali (nei pasti fuori casa) i consumi di vino e birra. Un salutismo che si riscontra meno nel caso di frutta e verdura consumate fuori casa, quindici anni fa, dal 51% degli italiani contro l’attuale 49%. A chiudere il pasto con caffè è solo il 17%.

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