I giovani conoscono il vino?

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Un’indagine ha studiato il rapporto tra gli studenti universitari del Friuli Venezia Giulia e l’alcool. Il talk show “Il giovani alla scoperta del vino” ha presentato i risultati.

Scarsa conoscenza ma tanta curiosità, occasionalità cercata in nome della socializzazione, poco interesse alla tradizione. Queste sono solo alcune delle conclusioni a cui è giunta l’indagine compiuta dal Ducato dei Vini Friulani attraverso i questionari raccolti in 3 anni di “Aperitivi guidati”, l’iniziativa orientata al bere consapevole a cui ha partecipato circa un migliaio di studenti universitari del Friuli Venezia Giulia. I dati sono stati al centro del talk show condotto da Andro Merkù “I giovani alla scoperta del vino – Percorsi per studenti alla conoscenza e al consumo consapevole”, svoltosi al Teatro Comunale di Gradisca.

Piero Villotta del Ducato dei Vini Friulani ha sottolineato che “questo progetto si è messo a disposizione dei giovani al fine di condurli verso il bere consapevole e responsabile, verso l’assunzione del vino come alimento imprescindibile della dieta mediterranea, considerata tra le più sane al mondo. Il vino però non è una bevanda facile, berlo esige padronanza di sé. Bisogna saperlo gustare e non diventarne schiavi”.

L’approccio dei giovani verso il vino che emerge dalla ricerca evidenzia come l’81% dei giovani beva vino o altri alcolici: di questi, poco più della metà saltuariamente o nei week end, mentre il 28% lo fa regolarmente; sembrerebbe che le ragazze inizino a bere prima dei maschi, preferendo cocktail leggeri e vino, mentre i ragazzi si orienterebbero sulla birra.
Grande percentuale di bevitori, contro una bassissima percentuale di consapevolezza sul “cosa” si sta scegliendo di bere: solo il 31% ha dichiarato di avere una buona conoscenza dei vini, tuttavia emergerebbe una forte propensione a saperne di più. Il consumo tradizionale, legato al momento del pasto, all’abbinamento studiato cibo-vino, riguarderebbe solo il 28 % degli intervistati, mentre il 54% beve vino in genere il sabato sera, per lo più in compagnia anche al fine di socializzare meglio.

Un dato significativo però emerge, su tutti: il grande interesse e la massiccia adesione da parte dei giovani alla campagna educativa di Aperitivi Guidati; i ragazzi – dopo aver bevuto tre assaggi di circa mezzo bicchiere di vino ciascuno accompagnati da degustazione di prodotti friulani- si sono potuti sottoporre alla prova dell’etilometro per verificare le proprie oggettive tolleranze e le loro personali possibilità di bere anche ai fini della guida.  Circa l’80% dei maschi ha fatto rilevare un tasso alcolemico compreso tra 0,2 /°° e 0,3 /°° mentre l’80 % delle ragazze ha fatto rilevare un tasso tra lo 0,3 e lo 04/°°.

Il prof Paolo Pascolo, docente alla Facoltà di Ingegneria di Udine ed esperto di incidentistica, ha anticipato quanto sta sperimentando in rete con alcune università americane: un sistema per la misura immediata dei riflessi di chi guida che potrà sostituire l’etilometro, perché il concetto si fonda sulla constatazione che la prontezza dei riflessi può risultare ridotta non solo per l’alcool ma anche per molte altre cause che l’etilometro non indica (stanchezza, stress, farmaci, etc…). Matteo Lucherini di Testadialkol (www.testadialkol.it), ha presentato la campagna contro l’abuso di alcol tra i giovani “Bevi con la testa”, di cui è ultimo testimonial Fiorello. “Il vero sballo è la vita” recitava il video che ha presentato: immagini forti e ritmate, intervallate da brevissime testimonianze di Margherita Hack, Piero Angela, Paolo Villaggio, Dario Ballantini, Gino e Michele, Platinette, Renzo Arbore, Rocco Siffredi ed altri noti personaggi che condividono il loro progetto sul divertimento consapevole ( http://www.youtube.com/watch?v=WjyYhDmsAzg ).

Il messaggio dunque è uno, e semplice: bere sì, ma 1- sapendo cosa si beve 2- facendolo per piacere, non per dovere o stordimento 3- consapevoli che se si esagera le conseguenze potrebbero essere irrimediabili 4- per godere della vita, senza perderla.

 

 

 

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