Il cuore italiano e la testa straniera di Host

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La tecnologia al servizio della Ristorazione Professionale esalta il Made in Italy industriale. A favore dei mercati stranieri emergenti. 

Avere la capacità di rinnovarsi, centrare nuovi format, guardare all’hi-tech, intercettare le economie emergenti: questi i quattro pilastri sui quali punta Host, il Salone Internazionale dell’Ospitalità Professionale, per riconfermarsi leader mondiale nel settore horeca e retail anche nella prossima edizione, in programma a FieraMilano di Rho, dal 10 al 22 ottobre prossimi. Mancano otto mesi ma i temi sono già caldi, perché se la crisi non accenna a fermarsi anche i mercati non possono permettersi di rallentare né in presenza né in ricerca di efficacia.
Tecnologie e servizi per la Ristorazione Professionale sono uno dei settori di punta del Made in Italy industriale, capace fino ad ora di innovare i format dell’horeca consentendo l’innalzamento degli standard qualitativi e una sempre maggiore diversificazione dell’offerta, come ricorda Marco Serioli, Direttore Exhibitions di Fiera Milano: “La Ristorazione Professionale è il cuore di Host, per il peso del settore, ma anche per la sua grande capacità d’innovazione tecnica e concettuale, che si traduce in nuove idee, metodi di preparazione dei cibi e nuovi stili di consumo. E che in Host trova l’espressione più efficace: siamo stati i primi in Italia a puntare sulla formula della manifestazione unica, che riunisce più saloni specializzati. E ora che gli altri ci seguono su questa strada, noi siamo già oltre: il concept, che riunisce in macroaree le filiere contigue, moltiplica le opportunità di business, valorizzando l’ibridazione tra comparti che caratterizza sempre più il fuoricasa”.

E valorizzando, aggiungiamo, la comunicazione e il confronto fra top player internazionali. Qualche esempio: la spagnola Fagor Industrial – nome storico popolarissimo in patria anche nel segmento home – punta sulla completezza di una gamma (dai forni, al freddo, al buffet) che la rende partner privilegiato di molti ristoranti stellati Michelin, per un totale di 12 stelle. La tedesca Rational propone il Self Cooking Center, una tecnologia whitefficiency  che permette una cucina automatizzata ai massimi livelli, senza dover controllare i cibi o effettuare regolazioni successive, migliorando la resa del 30% e riducendo l’utilizzo del 20% rispetto a una cucina tradizionale. L’italiano Gruppo Ali, concentrando 67 marchi leader, offre una gamma di proposte tecnologiche d’avanguardia unica per ampiezza: il nuovo Chef 850 di Ambach ALI introduce nei sistemi di cottura di alta gamma un nuovo concetto di modularità e flessibilità, per cotture di qualità top più rapide che si adattano all’evoluzione delle esigenze.

Esigenze che mutano anche nel settore “Arredo e Tavola”: Vetreria di Borgonovo, new entry a Host 2013, propone quindi Safe Cup, un calice che, grazie a speciali costolature interne, roteando per la degustazione abbatte del 30% l’assorbimento di alcool in base a un processo testato scientificamente con l’Università la Sapienza di Roma, migliorando al contempo la percezione delle qualità organolettiche del vino. Punta sulla diversità gastronomica internazionale Rosenthal by Sambonet, che inserisce nelle sue linee best-seller, quali Luna, formati pensati per le specialità gourmet etniche di tutto il mondo e decori ispirati alle diverse culture.

È un comparto, quello della Ristorazione Professionale, che nonostante tutto produce ancora valore e numeri: secondo le elaborazioni Anima-Assofoodtec sui dati ISTAT, il settore macchine e forni per pane, biscotti, pasticceria e pizza ha chiuso il 2011 (dati confermati anche nel 2012) con un +4% nel valore della produzione, a 645 milioni di euro, dei quali il 63% si deve alle esportazioni, per quasi un quinto dirette in Asia e con picchi del +191% in Brasile, +100% in Turchia, +52% in Russia. Il settore attrezzature frigorifere per il commercio non è da meno, con 925 milioni di euro  grazie a una crescita del +3,9% nel valore della produzione e un export che ha toccato i 526 milioni, il 57% del totale, grazie ai mercati attivi di Lituania (+115%), Israele (+43%), Romania (+42%) e Russia (+26%).

Attendiamo il palcoscenico di Host dunque, con l’ennesima conferma che le nostre aziende possono e devono guardare fuori, oltre confine, non solo per sopravvivere, ma per rialzarsi con dignità e con quel coraggio proattivo che a noi italiani di certo non manca.

Alessandra Locatelli

 

 

 

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