Il Forum della Cucina Italiana

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«Abbiamo fatto un lavoro efficace con il Forum della Cucina Italiana che, per la prima volta, ha visto assieme il meglio dell’esperienza enogastronomica nazionale. Abbiamo avviato questo percorso nell’anno di Expo, nella consapevolezza che l’Esposizione universale può fare la differenza per rilanciare il made in Italy agroalimentare». Lo ha detto il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina tirando le somme, con la stampa, dell’incontro con i migliori chef italiani.
Al primo Forum della Cucina italiana avevano dato la loro adesione Massimo Bottura, Carlo Cracco, Franco Pepe, Antonia Klugmann, Pietro Zito, Claudio Liu, Marco Reitano, Ugo Alciati, Davide Scabin, Cesare Battisti, Moreno Cedroni, Pietro Leemann, Chicco Cerea, Raffaele Alajmo, Antonio Santini, Norbert Niederkofler, Niko Romito, Gennaro Esposito, Corrado Assenza, Pino Cuttaia, Cristina Bowerman, Simone Padoan, Gianfranco Vissani, Antonello Colonna, Fulvio Pierangelini.
L’incontro è servito soprattutto per sottolineare il “gioco di squadra” che si deve fare prima, durante e dopo Expo 2015. Tutti – produttori agricoli, trasformatori, chef – devono operare in sinergia. Il “mangiare italiano” piace nel mondo, è sinonimo di alta qualità e l’interesse che suscitano i nostri prodotti e piatti va capitalizzato.
Nelle prossime settimane si metteranno a fuoco alcuni punti cruciali, prima di darsi appuntamento a Milano. Tra i nodi cruciali quello dell’origine dei prodotti. «Uno dei punti di forza che abbiamo – ha detto il ministro Martina – è quella dell’espressione enogastronomica italiana collegata a storia, cultura, territori che in tanti altri paesi manca». Altro tema in primo piano è quello della formazione professionale; a tal proposito ha sottolineato il ministro: «Occorre prestare attenzione alle nuove leve, ai percorsi formativi legati all’enogastronomia italiana. La formazione deve avere valenza internazionale, ricollegandosi ai grandi ristoranti di qualità in tutto il mondo».
«Expo è una grande opportunità che va colta e su cui bisogna lavorare affinché i risultati durino nel tempo – ha detto Carlo Cracco a “Ristorazione & Catering” -. È una vetrina unica per far conoscere il territorio nostrano. Credo sia fondamentale aprirci totalmente all’internazionalizzazione. Se tutti concorriamo a fare la stessa cosa riusciremo nel minor tempo possibile nel realizzare l’obiettivo di crescere in visibilità e penetrazione commerciale. È stata sottolineata stamattina l’importanza che, nel nostro settore possiedono la scuola e la formazione, sono alla base del nostro lavoro». Sulla formazione ha posto l’accento anche Cristina Bowerman, che ci ha sottolineato: «Bisogna riordinare la filiera ristorativa, puntare alla crescita in primis attraverso una formazione scolastica seria. L’Italia é come una Ferrari a cui va data ora un’autostrada idonea da percorrere».

Monica Menna

 

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