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Il Rapporto Eurispes racconta come è cambiata la vita quotidiana

A differenza dei facili ottimismi e delle promesse che, in ogni campagna elettorale, si sprecano, l’Italia raccontata nel 25° Rapporto Eurispes corrisponde appieno alla situazione in cui essa si trova. A testimoniarlo sono, ancora una volta, i cittadini, quelle persone normali che, ogni giorno, si trovano a far quadrare i conti della propria famiglia e della propria azienda. Infatti, l’80% dei cittadini è convinto che la situazione economica generale sia peggiorata negli ultimi dodici mesi e, per il 52,8% di loro è forte la convinzione che la situazione economica del Paese subirà un peggioramento nei prossimi 12 mesi.
Basta guardarsi intorno, basta osservare la fatica che fanno le piccole e medie imprese, strozzate dal credit crunch oppure dai mancati pagamenti che, a ricaduta, finiscono sempre per gravare sull’anello debole della catena. Ma anche dare uno sguardo ai locali pubblici, ai ristoranti che, quando va bene, lavorano nel weekend. Sempre Eurispes rileva che 3 italiani su 5 hanno cominciato ad attingere ai risparmi e, dal nostro osservatorio, potremmo citare decine di casi di ristoratori bravi e capaci che oggi cominciano ad attingere alle fatiche di una vita per continuare ad andare avanti, confidando in tempi migliori. E badate bene, stiamo parlando di persone di indubbia e indiscussa professionalità!

Ma la vita quotidiana, in questo ultimo anno, è profondamente cambiata: Eurispes mette in evidenza come, nella quasi totalità dei casi, “le abitudini degli italiani si sono modificate limitando le uscite fuori casa (91,8%, in forte aumento rispetto al 73,1% registrato un anno fa). Numerosissimi sono anche coloro che, invece di andare al cinema, scelgono di guardare i film in dvd o in streaming (82,2%, a fronte del ben più contenuto 56,5% di un anno fa) e quelli che sostituiscono sempre più spesso la pizzeria/ristorante con cene a casa tra amici (77,2%, contro il 56,7% dello scorso anno). Più della metà del campione ha preso l’abitudine di portarsi il pranzo da casa nei giorni lavorativi (54,9%), mentre il 44,1% va più spesso a pranzo/cena da parenti/genitori (erano il 35,4% un anno fa)”.

Ma sempre il Rapporto evidenzia “il ruolo del cibo che, soprattutto in un paese come l’Italia, deve riacquistare la sua valenza non solo nutrizionale ma anche sociale. Significativi, in questo contesto, sono i comportamenti dei consumatori che possono promuovere virtuosi cambiamenti”. Anche in questo passaggio si avverte il Paese reale.
Che non è quello degli show televisivi, ma quello che fa la spesa tutti i giorni, quello di osti che cercano, fino all’ultimo, di non incidere sull’acquisto di materie prime di qualità, consapevoli che in questo, unito alle buone ricette ce ne derivano, sta il valore del loro locale. Sono ancora tanti, sparsi in ogni angolo d’Italia. Di loro si parla poco, ancora troppo poco, ma sono loro, gli osti sconosciuti che non hanno mai rinunciato a dare valore alla cucina italiana.

Allora, in tempi di crisi, l’invito che facciamo è: si esce meno, ma quando si esce per andare a cena cercate e date valore a questi locali. L’Italia ne è, per fortuna, ancora piena.

 

Luigi Franchi

 

 

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