Il turismo enogastronomico cresce

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Presentati alla BIT Il Piano Strategico per il Turismo e il Rapporto sul turismo del vino.

Sono stati 84.000 gli operatori del settore, italiani e stranieri, che hanno visitato l’ultima edizione della BIT, Borsa Internazionale del Turismo, che si è conclusa da pochi giorni. Un numero che può dire molte cose, a cominciare dalla soddisfazione espressa da Liu Cheng, Direttore Generale dell’Ufficio Nazionale del Turismo Cinese, paese ospite di questa edizione: “Siamo felici di essere stati il Paese ospite di questa Bit, un’opportunità unica di visibilità e comunicazione. Come paese, siamo inoltre molto soddisfatti sia della qualità del pubblico trade sia del flusso di viaggiatori”. Un parere non pienamente condiviso da altri operatori che comunque si aspettavano un calo di visitatori, in particolare del popolo dei viaggiatori. Ma nel suo complesso si può affermare che alcuni segnali volgono al positivo.

Il Bit BuyItaly ha riconfermato il primato di essere il primo workshop al mondo per il prodotto Italia, con una presenza di 600 top buyer da 50 paesi e più di 2.000 seller italiani, superando il numero di appuntamenti business del 2012, arrivando a quota 19.152.
Anche gli strumenti social presentano numeri significativi: circa 27mila i fan che popolano la pagina Facebook e più di 3.000 i follower dell’account Twitter @bitmilano #Bit2013. L’app Facebook ‘Che viaggiatore sei?‘ è stata utilizzata da oltre 20mila persone.

Tra il nuovo che si è visto, spicca la presentazione ufficiale del Piano strategico per lo sviluppo del turismo in Italia, alla presenza del Ministro per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport Piero Gnudi e del Segretario Generale dell’UNWTO Taleb Rifai.
Le azioni previste per intervenire in maniera efficace sulla crescita del turismo in Italia, riducendone i punti di debolezza, seguiranno alcune linee guida presentate dal ministro Gnudi: ridefinizione della governance del settore con un rafforzamento del ruolo del Ministro del Turismo; rilancio dell’ENIT (Agenzia nazionale per il turismo); miglioramento dell’offerta: focus su 1-2 nuovi grandi poli al Sud o nelle Isole, creazione di 30-40 nuovi poli complessivi con priorità ai segmenti affluent e BRIC; riqualifica delle strutture ricettive e consolidamento del settore; trasporti e infrastrutture: intervento sul piano aeroporti e collegamenti intermodali; formazione e competenze: riqualificazione dell’istruzione turistica e rilancio delle professioni (dalle superiori al post-laurea); investimenti internazionali: attrazione tramite incentivi fiscali e burocrazia zero.

Le azioni sono state classificate sulla base della velocità/complessità di esecuzione e dell’impatto economico sul settore. Molte tra quelle immediatamente realizzabili possono essere completate già entro i primi 3 mesi dall’approvazione. Secondo alcune stime prudenziali, l’implementazione completa del piano potrebbe portare entro il 2020 i seguenti risultati: 500.000 nuovi posti di lavoro (da 2,2 a 2,7 milioni); incremento di 30 miliardi del contributo al PIL del settore turistico (da 134 a 164 miliardi); in particolare questo risultato sarebbe ottenibile mediante l’incremento dei ricavi da turismo internazionale che passerebbero da 44 a 74 miliardi, mentre gli obiettivi del piano prevedono una sostanziale tenuta del turismo nazionale che resterebbe a 90 miliardi.
Tra i turismi più dinamici, ancora una volta, si rivela quello enogastronomico che, in base all’11° Rapporto redatto da Censis Servizi e Associazione Città del Vino, vede un ritmo di crescita del +12% l’anno, tra il 2011 e il 2012.

Cool, glamour, trendy, sempre più a portata di click e in buona salute, con un futuro all’insegna dell’ottimismo e un mix di offerta tra prodotti e servizi equilibrato, ma con grandi spazi da conquistare. Lo strumento più utilizzato è il web, che la fa da padrone sia come strumento per la promozione del territorio con i Comuni sempre più on line (88,3%), sia per la pianificazione del viaggio, primo canale utilizzato dai turisti per raggiungere la meta (89,2%).

“Ma  nonostante le performance positive del settore con la crisi non si può abbassare la guardia, e bisognerà verificare per quanto tempo ancora, senza alcuna strategia nazionale condivisa, nonostante quanto fatto negli anni dalle Città del Vino e dalle Strade del Vino e dei Sapori come “reti” per la sua valorizzazione in Italia, il turismo enogastronomico possa continuare ad andare controcorrente ed essere ancora un prodotto di tendenza. Un tema su cui, in vista delle prossime elezioni, ci auguriamo il nuovo Governo ponga l’attenzione necessaria” ha affermato Pietro Iadanza, presidente dell’associazione Città del Vino.

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