Io Non Spreco, Milano capofila delle buone pratiche a tavola

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Non sono trascorse molte settimane dall’annuncio di Giuliano Pisapia durante un summit in Sud Africa quando propose il “Protocollo di Milano” contro lo spreco. Un po’ sulla falsariga del “Protocollo di Kyoto” dedicato all’ambiente, quello “di Milano” vuol essere, nelle intenzioni del Sindaco che ospiterà il prossimo anno l’Esposizione Universale dedicata all’alimentazione, un modello da seguire per ridurre drasticamente gli sprechi e, ove possibile, riutilizzare gli avanzi per dare a chi ha di meno.
Subito la città ha risposto all’appello e la prima iniziativa è stata messa in campo da Milano Ristorazione, la società che gestisce le mense scolastiche cittadine, in collaborazione con Legambiente e l’Assessorato all’Educazione del Comune di Milano.
La prima proposta che va nella direzione gusta di diminuire gli sprechi è di invitare bambini e insegnanti a conservare quegli alimenti non deperibili che, se non consumati durante il pasto a scuola, possono essere portati a casa e consumati successivamente.
Strumento simbolico dell’iniziativa un sacchetto parlante, con un’immagine simpatica e significativa, con tanti verbi esortativi che ne descrivono l’uso, ma, soprattutto, rinforzato e lavabile per un uso frequente e costante.
Al momento gli alimenti che si possono portare a casa sono il pane, la frutta, i muffin ed i budini.
Non è la prima iniziativa messa in campo a Milano, infatti, già da tempo pane e frutta vengono recuperati da Banco Alimentare con il programma Siticibo in un centinaio di scuole, azione che in un anno fa recuperare circa 62 tonnellate di pane e 140 di frutta, così come i pasti non consumati, rimasti nei centri cucina che vengono conservati e ridistribuiti ai centri di accoglienza della città, grazie alla collaborazione dell’associazione City Angels e ancora di Banco Alimentare.

Milano da il buon esempio, l’Italia risponderà di sicuro, attendiamo altre buone notizie.

 

 

 

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