Joselito diviene ingrediente per gli chef

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Le verdi radure e i secolari querceti della Salamanca sono la casa dei maiali neri più pregiati al mondo, nutriti, accuditi, coccolati fin dal 1868, quando la casa salumiera Joselito venne fondata dalla famiglia Gomez. C’è una particolare devozione in José Gomez, CEO di Joselito, nel portare avanti lo storico brand di famiglia e nel raccontarsi. Il medesimo rispetto, e la stessa passione che mette nell’allevamento degli oltre 800.000 maiali di razza pregiata, viene trasferita nella lavorazione delle carni, seguendo i dettami di un’antica tradizione che riporta agli antichi Romani, i quali per primi portarono in Spagna la lavorazione del prosciutto. Un’altissima qualità che tocca il culmine con il prosciutto, declarado il migliore del mondo, un’assoluto per i ristoranti stellati, i grandi chef, e le più esclusive gastronomie, con una diffusione planetaria in 56 Paesi. Proprio agli chef tre stelle Michelin si rivolge il progetto Joselito-Lab, ideato dal dinamico e appassionato José Gomez, che tre anni fa ha ideato la prima web-app dedicata esclusivamente alla realizzazione di ricette e all’approfondimento della conoscenza delle carni e dei salumi degli “Happy Pig” di Joselito. Un progetto che mira, attraverso il coinvolgimento dei più grandi chef del mondo, alla creazione di un’enciclopedia internazionale di ricette che interpretano il maiale iberico Joselito nelle sue innumerevoli potenzialità culinarie. Lo chef Ferran Adrià è stato designato nel 2013, Massimiliano Alajmo nel 2014, e Jonnie Boer quest’anno, tutti tristellati, che hanno partecipato con entusiasmo alla creazione di ricette innovative, gustose, di facile esecuzione. Per questa terza edizione di Joselito Lab, Jonnie Boer, chef del “De Librije” di Zwolle, cittadina al confine con la Germania, ha progettato 22 ricette dallo stile coraggioso e ispirato alla natura. Il risultato è una fusione di ingredienti locali e stagionali, tra cui pesce e verdure, che accompagnano armonicamente i vari prodotti di Joselito. Elaborazioni che esprimono creatività, gusto e tecnica, coerenti con un’idea di cucina che unisce sperimentazione e semplicità e che ha portato il “De Librije” a essere tra i primi 50 ristoranti al mondo. Jonnie Boer entra al “De Librije” come chef a 24 anni e, insieme alla moglie Thérèse, ne diventa proprietario qualche anno dopo. Ottiene la sua prima stella Michelin nel 1993, nel 1999 la seconda -diventando il più giovane chef olandese ad averla ottenuta- nel 2004 la terza. Dall’inizio di quest’anno il “De Librije” è all’interno del Librije’s Hotel, un edificio storico ex carcere femminile, ora Relais & Châteaux. L’edificio ospita anche il secondo ristorante dei coniugi Boer, il Librije’s Zusje (sorella di Librije), la scuola di cucina e la società di catering. Le nuove creazioni di Jonnie Boer per Joselito, insieme a quelle delle precedenti edizioni, sono disponibili sulla web-app: www.joselitolab.com, in dieci lingue, con pratiche video-ricette di semplice esecuzione. Uno strumento digitale originale, che si è aggiudicato nel 2014 l’importante premio di design Laus.

Luca Bonacini

 

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