Le frodi scoperte dai NAC nel 2012

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Cinque tonnellate di falso “Pistacchio Verde di Bronte” DOP, sei quintali di limoni provenienti dall’Argentina commercializzati con Limoni di Sorrento IGP, otto tonnellate di pomodori pelati privi delle indicazioni sulla tracciabilità, 2.600 litri di olio extravergine di oliva con etichettatura ingannevole, 60 mila confezioni ed oltre 1.700 litri di olio falsamente indicato come extra vergine di oliva nonché 4.800 litri di falso Aceto Balsamico IGP in confezioni monodose destinate alle insalate preconfezionate. Nel corso della campagna autunnale dei controlli sul vino sono stati operati sequestri per 3.100 tonnellate di mosto e vino dichiarato come DOC/DOCG, in realtà mai registrato sui documenti contabili di cantina e quindi destinato alla commercializzazione “in nero.

Questi sono alcuni dei numeri che riguardano l’attività dei NAC, Nucleo Antifrodi Carabinieri, svolta nel 2012. Volumi che, se da un lato dimostrano quanto sia appetibile il made in Italy gastronomico, dall’altro mettono in evidenza la spregiudicatezza di chi vuole lucrare anche sulla salute e il benessere delle persone.
E questo è un fattore inaccettabile! Un plauso dunque a tutti i componenti del NAC che ogni giorno svolgono questa attività di vigilanza sui prodotti agroalimentari.

Altre  significative attività hanno riguardato:

– l’arresto dei ventiquattro componenti di un’associazione per delinquere responsabile della diffusione nel mercato agroalimentare di fitofarmaci contraffatti sequestrati per oltre 200 tonnellate e per un giro d’affari stimato in oltre 2 milioni di euro. L’operazione è stata citata anche nella Relazione Annuale della Direzione Nazionale Antimafia (2012);

– l’interruzione della commercializzazione di concentrato di pomodoro di provenienza cinese falsamente etichettato “Made in Italy”: i riscontri scientifici acquisiti dai Nuclei Antifrodi Carabinieri hanno portato alla condanna dei responsabili, dimostrando che il processo di lavorazione effettuato in Italia non consente di etichettare come produzione “Made in Italy” il concentrato di pomodoro di provenienza cinese. Il prodotto era destinato al mercato UE ed extra UE e  certamente l’ingannevole indicazione del “Made in Italy” avrebbe reso più accattivante la sua commercializzazione all’estero;

– il sequestro di oltre 20.000 litri di olio extravergine d’oliva del valore di circa 160.000 euro commercializzato in paesi comunitari ed extracomunitari come “olio extravergine DOP” per mancanza della certificazione del Consorzio di tutela e dei documenti di tracciabilità del prodotto;

– il sequestro di piantagioni di canapa indiana per 6100 piante falsamente dichiarate per produzioni consentite, risultate invece alle analisi dei NAC con elevati valori del “principio attivo”  (THC, tetraidrocannabinolo) della sostanza stupefacente cannabis indica;

– l’individuazione all’estero del Falso Made In Italy con la segnalazione sul circuito INTERPOL di  22 tipologie di prodotti contraffatti e falsamente evocanti marchi di qualità tra cui i cd. “wine kit”, formaggi DOP,  falso aceto balsamico IGP ed altri prodotti contraffatti venduti sul web;

– l’importante attività preventiva  di rilevazione dei prezzi sulle filiere, dai mercati generali al consumatore finale, per individuare la dinamica della formazione dei prezzi dei prodotti agroalimentari e prevenire forme di condizionamento del mercato ed indebiti incrementi di prezzi.

 

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