Milano e la solitudine, il cibo mezzo per combatterla

Alla Stella d’Oro per gustare Cantarelli
20 gennaio 2013
Come si cambia. I Tigli di Simone Padoan
20 gennaio 2013
image_pdfimage_print

In questi giorni due notizie apparentemente simili mi hanno colpito e fatto riflettere sulle contraddizioni che a volte una città come Milano può offrirci.
La prima notizia racconta, fortunatamente in modo spesso ironico e quasi scandalizzato, di un servizio nato in città e chiamato “Lo Gnocco in cucina”, che offre la possibilità di avere un servizio di catering esclusivo, personalizzato, con scelta non solo del menu (gli gnocchi come alimento c’entrano poco), ma, soprattutto del cuoco, belloccio e ammiccante dal sito che ne promuove l’iniziativa. Deprecabile!
La seconda notizia riguarda un’idea originale di Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano, che con la sua ottima squadra ha pensato di organizzare un servizio di cucina a domicilio per anziani soli, battezzandolo “Indovina chi viene a cena”. Anche in questo caso un sito (ma quello istituzionale del Comune di Milano) gestirà il traffico di richieste. Apprezzabile!

Cosa hanno in comune le due notizie, mi con chiesto? La solitudine e l’uso del cibo come occasione per affrontarla. In effetti, non è il cibo il protagonista, ma è una scusa perché, ad esempio, il servizio di pasti a domicilio a Milano c’è, è gestito proprio da una partecipata del Comune, Milano Ristorazione, e funziona bene.
Non è questo il problema, però, bensì la volontà di far qualcosa in più, offrendo un po’ di compagnia, quel poco di subbuglio che crea l’organizzazione di un pranzo a casa, con la scelta di cosa mangiare, di fare la spesa, la sua preparazione e, quindi, il sedersi intorno ad un tavolo con qualcuno con il quale scambiare quattro chiacchiere.

La distanza tra le due iniziative, naturalmente, è inutile descriverla, tuttavia voglio sottolinearne una, di fondo: la prima notizia parla di un’impresa, discutibile, che si vuole servire di Milano pensando che in questa città tutto, specie le idee più balzane, possa aver successo (io, in questo caso, mi auguro di no); la seconda notizia, invece, tratta di chi a questa città rende, ogni giorno, un servizio, sempre migliore, sempre dalla parte dei più deboli.

Concludo, da queste pagine che di cibo, di ristorazione e di catering appunto parlano, con un appello: approfondite l’iniziativa dell’Assessorato alle Politiche Sociali e se potete date la vostra disponibilità, probabilmente il tutto verrà gestito dalle Associazioni del terzo settore, molto presenti e attive a Milano, ma qualche bravo e volenteroso cuoco, dilettante o professionista, può essere utile.

Aldo Palaoro

 

 

image_pdfimage_print