La nuova moda dei Book Cafe

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bibli-book-cafeSono arrivati da New York alcuni anni fa e, dopo aver attraversato una fase sperimentale, sono diventati la nuova tendenza metropolitana. Luoghi di relax culturale, spazi in cui si avverte quel senso di calore e protezione che solo i libri a volte riescono a dare. Spazi in cui si respira la socialità a portata di mano, ma che al cotempo ti consentono la perfetta solitudine che richiede la lettura.
Sono i Book Café, diversi dai caffè letterari del secolo scorso, come il Florian a Venezia o il Caffè Greco a Roma. Questi sono spazi destrutturati che uniscono all’amore per i libri un’offerta di food and drinks, solitamente di ottimo livello.
Come la libreria Nutrilamente e non solo, nel cuore di Vercelli, che ospita al piano superiore uno spazio dedicato al food& beverage: vino al bicchiere da una carta degna delle migliori enoteche, un carrello dei formaggi con vere e proprie chicche, piatti con materie prime di straordinario livello.
“La scelta di creare un bar/ristorante nasce dalla constatazione, a livello commerciale, che all’interno delle grandi librerie c’è sempre più richiesta di spazi conviviali. –risponde Sandra Biestro che, assieme al marito Alessandro Mongiano ha ideato questo spazio – Nel bar/ristorante si fanno presentazioni di libri con gli autori, mostre di quadri, iniziative a tema quali “libri e musica” e “aperitivo Nutrilamente con musica”. Il servizio di ristorazione è stato organizzato in modo tale da offrire a chi lavora la possibilità di mangiare un pranzo curato nella qualità. In tanti, a pranzo, per motivi di lavoro, si devono accontentare di un frettoloso panino o di un pasto precotto: noi offriamo alla nostra clientela la possibilità di mangiare un pasto sano, composto da prodotti selezionati e cucinato al momento”.
Ci sono anche esperimenti misti come a Roma, dove al Teatro Quirino (http://www.teatroquirino.it/) si mangia o si beve un caffé tra i libri (molti ovviamente legati al teatro) perché la mattina quando non ci sono gli spettacoli lo spazio diventa quello degli incontri. I tavolini disposti nel foyer sono appoggiati alle vecchie librerie di legno e si respira aria di palcoscenico tra le affiches che ricordano grandi spettacoli e grandi attori. Mentre a Trastevere, in via dei Fienaroli, c’è Bibli (http://www.bibli.it/) ormai luogo cult con 4 sale e 40mila titoli.
Gabriella Maggiulli è una delle fondatrici nel 1995, quando un gruppo di ventitré amici si è inventato una libreria: “E’ stata la prima in Italia che affiancasse alla rivendita dei libri un piccolo bar e attività di promozione della cultura. E’ stato faticosissimo – racconta – infatti, lungo il percorso il gruppo si è assottigliato, siamo rimaste io e Agnese Andreoli, la mia socia, ma abbiamo avuto molte soddisfazioni e tanti riconoscimenti. E comunque è un bel lavoro, questo: a me piacciono i libri e le persone e qui siamo riuscite a creare un luogo di incontro e di scambio frequentato da un mondo vario, da gente diversa. Siamo inseriti nella città, chi frequenta la libreria, torna e si affeziona”.
A Milano invece si trova il Caffé degli Atellani (http://www.atellani.it/) in Via Magenta con il suo bookshop e caffetteria. Situato in un palazzo di vetro adiacente alla mediateca della Biblioteca Braidense, ospita la caffetteria che si affaccia su uno splendido giardino e oltre ai libri si possono consultare circa 4 mila titoli in dvd.
Per finire, a Torino c’è Mood (http://www.moodlibri.it/) con i suoi tre indirizzi in città. con 20.000 libri, incontri con l’autore, le classifiche dei migliori del mese e il motto ‘libri e caffé’. Gli spazi si affacciano anche sulla strada, con tavolini all’aperto che invogliano ad una sosta prolungata, con un buon libro, il sole e una giusta bevanda.

Luigi Franchi

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