Nasce il Marchio di qualità Sicilia

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trinacria-siciliaRafforzare il brand Sicilia, tutelando al contempo le produzioni da frodi e contraffazioni. Le istituzioni regionali isolane hanno dichiarato guerra ai numerosi fenomeni di illegalità che ogni anno danneggiano il patrimonio agricolo locale, vittima di attività illecite perpetrate, in molti casi, dalle agromafie. L’assessorato delle Risorse agricole e alimentari ha ufficialmente presentato un piano d’azione composto da ben quattro provvedimenti, tre dei quali destinati, rispettivamente, ai servizi avanzati, alla ricerca ed all’innovazione, il quarto alla creazione di un vero e proprio “Marchio di qualità Sicilia”.

Preservare le preziose produzioni agroalimentari e l’identità siciliana: questo l’obiettivo del marchio, chiamato a fungere da “ombrello” per tutta la produzione agricola dell’isola. Adempimenti, prassi, nuove regole per premiare e valorizzare gli sforzi quotidianamente compiuti da produttori, operatori del settore, associazioni di categoria.

Attraverso l’adozione del pacchetto di nuove misure, la Regione, seguendo il solco tracciato e le linee di indirizzo formulate a livello comunitario a seguito dell’approvazione del noto “Pacchetto Qualità”, intende soprattutto promuovere il consumo a “Km zero”, ossia quella formula di consumo che privilegia i prodotti più vicini al cliente finale.

Saranno i serrati controlli contro le frodi che effettuerà il Dipartimento regionale per gli Interventi infrastrutturali dell’assessorato, in collaborazione con altre strutture preposte, a garantire tanto i consumatori quanto i mercati internazionali in modo da fornire certezze circa origine, salubrità e impiego di tecniche rispettose dell’ambiente.

Il piano regionale d’intervento prevede anche specifiche penali e premialità:  gli operatori “virtuosi”, infatti, che seguiranno in maniera puntuale tutte le nuove regole, saranno inseriti in una “White list”,  chi invece violerà le disposizioni non solo subirà le sanzioni previste ma sarà anche inserito in una “Black list”, rischiando anche la revoca della licenza dei marchi e la segnalazione alle autorità competenti.

Antonio Longo

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