Per i bar è tempo di rifarsi il look

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Il bar italiano ha bisogno di rinnovarsi. A cominciare dai banconi, in molti casi pronti da tempo a una rottamazione mai avvenuta. E, proprio per innescare il necessario cambiamento, in occasione dell’ultima edizione di Tuttofood Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, stimolata dai risultati di una recente indagine, ha avanzato la proposta di un provvedimento sulla falsariga della Legge Sabatini, che agevoli gli operatori nell’accesso a finanziamenti e contributi.
Il bar, numeri alla mano, svolge un ruolo fondamentale all’interno della filiera agroalimentare, con 5 miliardi di euro di transazioni e 6 miliardi di acquisti di materie prime. Ciò che emerge, in particolare, è quanto gli approvvigionamenti siano caratterizzati da un elevato tasso di fidelizzazione. Basti pensare che nell’80% dei casi i fornitori sono gli stessi da oltre sei anni e nel 60% da più di dieci (a dimostrazione di quanto i rapporti tra gli attori di questo canale si basino soprattutto su fiducia e passaparola), mentre solo il 16% fa riferimento al prezzo che il fornitore pratica. Il che non significa, comunque, assenza di qualità, dal momento che la multicanalità e il confronto per individuare la migliore soluzione restano requisiti a cui gli esercenti non rinunciano. Se è vero, infatti, che per un consistente zoccolo duro di gestori la ricerca di fornitori alternativi non ha motivo di esistere, essendo soddisfatti di quelli attuali, quasi il 60% effettua controlli tra varie realtà prima di scegliere.
Per quanto riguarda, più in particolare, gli acquisti di attrezzature, tra il 2008 il 2012 i bar hanno complessivamente investito 3 miliardi di euro (circa 600 milioni di euro all’anno): un valore che ha risentito non poco della congiuntura sfavorevole che ha contraddistinto questo periodo, visto che in un contesto economico ‘normale’ la capacità di investimento del settore dovrebbe attestarsi intorno ai 700-800 miliardi di euro. Per quanto riguarda, in particolare, il banco bar, il suo acquisto risale nel 17,6% dei casi a sei-dieci anni fa e nel 76,1% avrebbe addirittura alle spalle oltre dieci anni. Per la maggior parte degli esercizi italiani, dunque, urge un rinnovamento. Tanto è vero che il 14,4% delle imprese ha intenzione di acquistare nuove attrezzature tra il 2015 e il 2016, mentre la percentuale sfiora il 25% per il triennio successivo. Nel complesso, dunque, il 40% degli intervistati ha messo in cantiere questo corposo investimento nell’arco dei prossimi cinque anni: il tanto necessario rinnovamento si prenderà i suoi tempi.

Mariangela Molinari

 

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