Rapporto Cia-Censis: l’agricoltura è il motore della ripresa

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“Attraverso il nostro dossier non solo descriviamo il mondo agricolo ma vogliamo trasmettere un doppio messaggio: il settore primario è il motore della ripresa ed è necessario aiutare il potenziale agricolo a dispiegarsi nella capacità di trovare occupazione”. Con queste parole Giuseppe Roma, direttore generale del Censis, ha descritto le finalità del Rapporto Censis-Cia, presentato stamane in conferenza stampa. Anche Secondo Scanavino, presidente nazionale della Cia, ha sottolineato l’importanza del settore agricolo nel nostro Paese (l’Italia si annovera come seconda economia agricola europea dopo la Francia) che produce PIL e da’ lavoro ai giovani. Fattore quest’ultimo di notevole importanza per Cia che, infatti, ha recentemente avviato il progetto “Garanzia per i giovani” (in collaborazione con l’Associazione Giovani Imprenditori Agricoli) impegnandosi a istituire un elenco di imprese agricole disponibili ad ospitare tirocinanti.
A tal proposito si evidenzia nel Rapporto che sono stati 17mila gli under 30 che hanno avviato un’impresa agricola a partire dal 2010: su 100 stat up, 15 sono state create da giovanissimi. Nell’agroalimentare il loro contributo sale al 18,3%. L’interesse dei giovani all’agricoltura spicca anche osservando l’aumento degli iscritti alle facoltà collegate al mondo agricolo: +43,1% per scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali, +22,9% per scienze e tecnologie alimentari, +18,6% per scienze e tecnologie agrarie e forestali. Non solo i giovani ma anche sempre più donne lavorano nell’ambito agricolo. Costituiscono il 31,2% del totale degli imprenditori del settore.

Dalla ricerca Cia-Censis,“Un futuro per l’Italia: perché ripartire dall’agricoltura”, emerge anche che per l’82% degli italiani oggi il settore agricolo rappresenti un assetto strategico del Paese per tornare a crescere: il 51% lo considera una fonte di ricchezza e di occupazione, il 31% ritiene che possa essere il nostro valore aggiunto in termini di competitività.

Altro dato fondamentale è la crescita dell’export agricolo e agroalimentare, che anche nel 2013 ha continuato a crescere (+4,8%). Un’ingente crescita si nota anche nel biologico, diventato un fenomeno di mercato. Tra le aziende bio il 19,2% vanta un volume economico superiore ai 100mila euro.

Monica Menna

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