Grandi riconoscimenti per i Marchesi de’ Frescobaldi

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nipozzano-riserva-2007Primi! In testa alla classifica di Wine Enthusiast, la prestigiosa rivista americana che, ogni anno a dicembre, stila la classifica dei 100 migliori vini del mondo questa volta si trova il Nipozzano Riserva Sangiovese 2007 dei Marchesi de’ Frescobaldi.
“Siamo orgogliosi di questo riconoscimento – commenta Leonardo Frescobaldi, il presidente della società – soprattutto perché premia un prodotto storico della nostra azienda, sul quale continuiamo ad investire a livello di ricerca della qualità. Siamo anche felici che sia stato scelto come miglior vino dell’anno il prodotto di una zona sempre più nota a livello internazionale, il Chianti Rufina”.
Un altro primato, dopo quello ottenuto ad ottobre a New York, dove il Mormoreto 2007, il grande vino del Castello di Nipozzano, è stato il secondo vino più apprezzato, dopo Chateau Mouton-Rothschild nella degustazione Cabernet & Terroir organizzata a New York dall’Executive Wine Seminars diretto da Robert Millman e Howard Kaplan.
Sono solo alcune delle piccole grandi soddisfazioni che i Marchesi de’ Frescobaldi regalano all’Italia, grazie ai vini prodotti nelle loro tenute che abbracciano il versante sinistro della Toscana, da nord a sud. Un perfetto spicchio di luna a cui si aggiunge una stella solitaria, rappresentata dalla Tenuta di Costa Nugola, in provincia di Livorno.
Ma è la Tenuta di Nipozzano che rappresenta, meglio di ogni altro luogo, la storia enologica della famiglia Frescobaldi: nel cuore del Chianti Rufina, estesa su una superficie di 626 ettari il cui centro è connotato dal castello, risalente all’epoca del 1000. Diventato proprietà dei Frescobaldi, dopo che Leonia Albizi, sposa di Angelo de’ Frescobaldi, nel 1877 rimase unica erede del patrimonio della ricca famiglia fiorentina di banchieri e mercanti di lana.
nipozzano-vignetiSu questi terreni, ad un’altezza tra i 300 e i 400 metri, nascono i vini rossi più importanti dei Frescobaldi, primo tra tutti il Mormoreto, nato con la vendemmia del 1983 ma, in verità, presente già nell’intuizione che ebbe Vittorio degli Albizi che, al suo ritorno dalla Francia nel 1855, introdusse varietà allora sconosciute nel patrimonio viticolo italiano: Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc.
Oggi, negli interminabili e alquanto noiosi dibattiti sulla purezza della tradizione enologica, qualcuno insiste a contestare il fatto che questi vitigni non sono autoctoni e quindi non rappresentano la tradizione enologica italiana. Ma se c’erano da prima dell’Unità d’Italia?!
Ma lasciamo perdere dibattiti futili rispetto alla sostanza che, grazie anche a questi vini, l’Italia ha un marchio di qualità e di stile che resiste in ogni parte del mondo. La dimostrazione all’ultima asta di ”fine and rare wines”, battuta da Christie’s a Honk Kong a fine novembre, dove i vini Frescobaldi – Ornellaia 1997 e Masseto 2006 e 2007 – sono stati battuti a prezzi di molto superiori al prezzo base, mentre prestigiose etichette francesi sono rimaste invendute.

Luigi Franchi

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