A Sapore “Fast Pasta”, basta con la solita pasta!

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fast-pasta-sapore-2012Il nuovo che avanza è il format per la ristorazione dei giovani. Non si tratta di un prodotto ma del concetto di “Fast Pasta”, presentato a Sapore e oggetto di un convegno organizzato dalla rivista Pastaria e Rimini Fiera e moderato da Nicola Lasorsa, analista economico Ismea, esperto della filiera dei cereali.
Alla base di “Fast Pasta” vi è l’idea di coniugare la tradizione italiana della pasta che ha una penetrazione di consumi del 99% nelle famiglie italiane con il principio del Quick Service, ovvero del servizio veloce che, a differenza del Food Service, in lieve contrazione, cresce dell’8% ogni anno. Si tratta quindi di coinvolgere la fascia del mercato del fuori casa che conta 12milioni di italiani e genera un giro d’affari di oltre 12miliardi di euro, con particolare riferimento al target dei giovani consumatori.
A spiegare la possibilità di successo dell’iniziativa è stato Andrea Pezzana – Direttore SoSD Dietatica e Nutrizione Clinica all’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino e responsabile area salute di Slow Food. “Nelle tematiche relative all’alimentazione i giovani italiani sono curiosi, attenti al prezzo e alla diversificazione di tipo di pasto. Ma anche alle qualità nutrizionali; che nella pasta sono decisamente superiori”. E ha proseguito: “Bisognerebbe consumare una porzione di pasta al giorno; se accompagnata a verdura o legumi diventa un pasto completo”. Ma ha messo poi in guardia sul concetto di fast. “Fast ma non troppo. Fast nella consumazione ma slow nel consumo”.
Per Matteo Figura di Food Service Manager di NPD Italia, se la pasta riuscirà ad entrare nella testa dei giovani come Fast Food  e soprattutto nel Quick Service potrà accrescere il fatturato di vendita. Lo sbocco naturale è essere presente come piatto pronto per l’aperitivo e consegna a domicilio.
Se la pasta in generale ha grandi margini di crescita, addirittura esponenziali potrebbe avere quella fresca. Fabio Fontaneto – Presidente di Appafrè Associazione Produttori della Pasta Fresca, piccola e media impresa, ha sostenuto: “Il nostro settore non ha ancora raggiunto la maturità. Ci sono ancora ampi margini di crescita. Inoltre è un prodotto che si presta a grandi innovazioni: basti pensare agli infiniti ripieni che si possono creare. Si può prevedere un ulteriore incremento di vendite perché i tempi di cottura sono inferiori a quelli delle paste secche”.
Nicola Dambelli – Federazione Italiana Franchising, Confesercenti e franchisor nel settore della ristorazione, ha confermato il trend positivo del franchising che, pur non crescendo più con percentuali a due cifre, comunque ci si avvicina. “Fast Pasta sarà sicuramente un settore in cui potranno crescere molte insegne italiane; e che potranno aver successo anche all’estero. La crescita internazionale dei consumi di pasta italiana sembra essere innarrestabile”. Ha rincarato Felicetti: “Il 75% della pasta consumata in Europa è made in Italy, come pure il 25% di quella che si vende nel mondo”. E ha concluso: “oltre il 50% della produzione nazionale viene distribuita all’estero. La pasta insomma è portatrice sana della cultura e della qualità italiana”.

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