Se il buongiorno si vede dal brunch

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Moda importata d’oltremanica, pratica soluzione per ottimizzare il business, tendenza cosmopolita declinata al km 0, alternativa sociale alle ore piccole adatta a tutte le età: tutto questo e anche di più. È il brunch, letteralmente il punto di incontro tra breakfast e lunch, orari morbidi – più o meno dalle 11 alle 15, ma anche di più – e interpretazione easy del pasto principale nel week end. Anche italiano.

Il brunch è uno splendido quarantenne che non accenna a scendere dalle scene del fuori casa: nato negli anni 70 nei grandi alberghi londinesi, come intuizione in risposta agli ospiti vip che saltavano regolarmente l’orario canonico di colazione per poi richiederla con vigore al posto del pranzo, piace da subito e l’idea viene ripresa a macchia d’olio negli States, diventando fenomeno sociale irrinunciabile che contagia presto anche i caffè parigini e i locali europei più alla moda. Oggi il brunch è una delle occasioni di consumo fuori casa associate nel fine settimana più diffuse in Italia, e sempre più spesso – cosa impensabile fino a pochi anni fa – sostituisce l’infinito banchetto di nozze, magari vissuto all’aperto in una magica atmosfera country-chic.

Notoriamente, si sa che il brunch coniuga dolce e salato, succhi e centrifugati di frutta con vino, uova al bacon e muffin, cheesecake e caffè, solo per citare qualche esempio: ma il concetto di brunch all’italiana si allarga, nell’offerta e nelle location, così sia nelle grandi città che nei borghi di campagna fanno il loro ingresso finger food dal gusto più etnico,  proposte realizzate con ingredienti di stagione che guardano alla valorizzazione di quel dato territorio, i tavolini da due cedono il passo a grandi tavolate per accogliere compagnie di amici e famiglie con bambini, nulla è lasciato al caso ma anzi ogni brunch è personalizzato magari con eventi, vernissage e degustazioni.

Per questo week end, se non sapete ancora che fare, vi diamo due idee:

Domani a Milano, al California Bakery di Via Tortona 28, dalle 11 in avanti c’è il “brunch musicale” con il duo Colores: coppia artistica e nella vita, Virginia Quesada ed Eduardo Cespedes hanno all’attivo diversi album e sono molto conosciuti fra i loro connazionali; all’ora del brunch proporranno un concerto che spazia dal loro repertorio ai grandi successi con sonorità latine, ritmo caraibico, calore e allegria (www.califormiabakery.it).

Domenica  a Vinci, presso le cantine antiche di Fattoria Dianella, si svolgerà il “green brunch”, dedicato al carciofo, protagonista delle campagne empolesi in questo periodo, e a Leonardo da Vinci, con un laboratorio per bambini curato dal Museo Leonardiano: si comincia alle 11 con pancake, muffin e quiche lorraines oltre a focacce e torte rigorosamente preparate con l’olio extra vergine d’oliva di Dianella e ad un variegato buffet dolce e salato, e si continua fino al pomeriggio. Per non tornare a casa a mani vuote, potrete acquistare le verdure biologiche della Fattoria Corazzano, vino e olio extra vergine d’oliva di Dianella, i pecorini della “Pecora Nera” di Volterra e libri (info@villadianella.it o  https://www.facebook.com/events/460718640669626/?ref=22).

A ognuno il suo, compresi i ristoratori che possono trovare nel brunch un’opportunità alternativa nell’offerta, personalizzabile per fidelizzare ma anche per intercettare nuove fasce di clientela.

 

Alessandra Locatelli

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