Turismo estivo: in tenuta grazie agli stranieri

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Mettici il maltempo, che da giugno ad agosto ha impedito all’estate di decollare realmente. Considera ancor più la crisi, il motivo che ha costretto a casa il 58% dei quasi 30 milioni di italiani che quest’anno non sono partiti. Aggiungici chi un viaggio se lo sarebbe potuto permettere ma ci ha rinunciato per motivi di lavoro, e chi, invece, ha deciso di concedersi una vacanza in un altro periodo. Il risultato sono i numeri, a tratti sconfortanti, resi noti da Federalberghi sulla base di un’indagine effettuata da ACS Marketing Solutions dal 21 al 28 luglio scorso su un campione di 1.200 italiani maggiorenni.
Sono 28 milioni (circa il 47%) i connazionali che hanno già fatto o si apprestano a fare le valigie, ma l’incremento rispetto ai 26,8 milioni dell’estate 2013, come sottolinea Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi “andrà in prevalenza a beneficio delle destinazioni estere e ci lascia in ogni caso ben lontani dai 33,2 milioni del 2011. Stesso discorso per il fatturato, che risale da 16,2 a 17 miliardidi euro grazie agli ‘espatriati’, ma registra un calo del 15% rispetto al 2011”. Prosegue, invece, a un ritmo del +2,5% la crescita della clientela estera diretta in Italia, che, continua Bocca, “rappresenta sempre più l’ancora di salvezza del settore e conferma l’ottimo rapporto qualità-prezzo del nostro sistema. Lo stato di sofferenza dell’economia turistica italiana purtroppo continua a tenere in ginocchio soprattutto le località orientate prevalentemente al mercato italiano delle famiglie, sempre più costrette a rinunciare alla vacanza o a ridurne la durata”.

Infatti, quanti hanno potuto partire, resteranno fuori casa mediamente 9 notti: due in meno rispetto alle 11del 2013, scegliendo di preferenza di soggiornare in albergo (29,2% dei casi, rispetto al 30,6% del 2013). Seguono, nell’ordine, il soggiorno da parenti o amici (19,3%) la casa di proprietà (14%), l’appartamento in affitto (11,2%). Sono in calo il villaggio turistico (7,8%) e il residence (5,7%), sale il bed & breakfast (3,3%) e resta stazionario il campeggio (2,7%).
In quanto alla destinazione, chi resta in Italia predilige il mare per il 70%, quindi la montagna (15,1%) e, in crescita rispetto allo scorso anno, le località d’arte (5%). In calo, invece, le località termali e del benessere.
La spesa media stimata? Comprensiva di viaggio, vitto, alloggio e divertimenti è di 742 euroa persona: scarsi 20 euro in più rispetto al 2013.

Mariangela Molinari

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