Turismo: valorizzare la nostra identità competitiva

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È stata battezzata “Viaggio in Italia”, un nome che evoca grand tour settecenteschi e diari letterari, la ricerca commissionata da Fondazione Italia Patria della Bellezza a GFK, ed elaborata a partire dall’esperienza vissuta nel nostro Paese da 5mila visitatori di tre continenti. Il suo scopo? Fornire una fotografia mai scattata prima dell’esperienza del viaggio in Italia, ricostruita attraverso la voce dei visitatori stessi: un punto di partenza imprescindibile per la missione che la Fondazione si propone, come sottolinea il suo presidente Maurizio di Robilant: “Diffondere la consapevolezza del potenziale economico, culturale e sociale che rappresenta l’essere la Patria della Bellezza”.
Lo studio ha dunque rilevato le valutazioni sull’Italia di coloro che lo hanno visitato negli ultimi tre anni, avvalendosi di 5mila interviste effettuate nei sette Paesi ai primi posti nell’interscambio commerciale e per presenza turistica in Italia (Germania, Usa, Cina, Regno Unito, Francia, Giappone e Russia). A emergere con evidenza è stata, in prima battuta, la capacità della Penisola di suscitare grandi passioni. Tanto che alla domanda “Complessivamente quanto è rimasto soddisfatto delle sue esperienze di viaggio/vacanza in Italia?”, ha risposto ‘moltissimo’ il 49% degli intervistati, con un bel distacco su Spagna (43%), Francia (40%), Grecia (38%), Regno Unito (37%) e Germania (34%). E si arriva addirittura all’85% se alla percentuale precedente si sommano anche coloro che hanno risposto ‘molto’.
A conquistare maggiormente pare essere la nostra “arte di vivere”. Non a caso, il grado di soddisfazione è più alto della media se il viaggio include regioni generalmente escluse dai tour classici, ma in grado di offrire l’esperienza di un’italianità genuina e autentica: Friuli Venezia Giulia (55%), Piemonte e Valle d’Aosta (58%), Calabria e Basilicata (68%). Inoltre, nonostante il turismo resti concentrato in quattro regioni – Lazio, Toscana, Lombardia e Veneto -, il 61% di chi è stato in Italia dichiara un forte desiderio di ritornare, consapevole che l’esperienza non possa esaurirsi in un unico viaggio.
Un dato significativo è poi la proporzione diretta tra livello di soddisfazione e incremento della propensione a “comprare italiano”: ennesima riprova di quanto il turismo rappresenti una risorsa strategica per più motivi. Su 100 visitatori molto soddisfatti, infatti, 89 compreranno almeno un prodotto italiano, di cui: accessori (37%), abbigliamento (40%), vini (60%) e cibo (64%).
Non mancano, però, richiami e segnalazioni di aree di criticità. I tedeschi, per esempio (oltre un terzo dei visitatori), hanno espresso i giudizi meno positivi, e per tutti una nota dolente è costituita dal fronte prezzi.
La morale, dunque, è che l’Italia piace e anche molto, ma per cogliere questa opportunità è indispensabile migliorare. A tal proposito le Fondazione suggerisce indicazioni precise: favorire la scoperta di luoghi nascosti grazie a una comunicazione coordinata; sostenere la cultura dell’accoglienza, promuovendo la formazione degli operatori del turismo; integrare le aree della produzione d’eccellenza sui percorsi di viaggio; proporre esperienze costruite intorno ai target rifocalizzando l’offerta, e sensibilizzare i pubblici interni al valore del nostro Paese. Tutte vie più (e meglio) percorribili se, come Maurizio di Robilant ha proposto, venisse creata una ‘cabina di regia’ con cui coordinare una strategia unitaria della promozione turistica del Paese.

Mariangela Molinari

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