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Siamo ormai sempre più consapevoli delle difficoltà del momento che affliggono anche il settore della ristorazione cosiddetta alta. Sembrava un tabù fino a poco tempo fa ammettere che i cuochi più affermati soffrissero la crisi, si pensava che la forbice tra ricchezza e povertà avesse soffocato chi sta nel mezzo e, dunque, chi poteva permettersi il lusso di uscire al ristorante non mancasse mai.
Poi, piano piano, le prime avvisaglie di una controtendenza sono apparse sempre più evidenti e ai ristoranti vuoti sono seguiti i cuochi a spasso.
Oggi, però vogliamo dare qualche segnale positivo, perché un po’ di ottimismo ci vuole.
Il mercato non sta solo registrando chiusure, abbandoni, fughe all’estero, ma si stanno delineando alcune novità nel panorama ristorativo di qualità che denotano un certo fermento che fa ben sperare.
Una curiosità in questo senso è il favore che stanno godendo i cuochi Chic, che può esser intenso sia in senso “di tendenza” che di appartenenti al dinamico gruppo guidato da Marco Sacco.
Già lo stesso presidente, ultimamente è molto richiesto sul versante consulenze, ma rimanendo nel cuoco-mercato rileviamo con piacere che in quest ultime settimane ci sono ben tra cuochi noti non solo agli appassionati gourmet che stanno approdando in nuove cucine.
Il primo “ricercato” è Andrea Alfieri che dopo alcune stagioni a Madonna di Campiglio è stato scelto da Sergio Motta dell’omonima Macelleria Motta di Bellinzago Lombardo per dirigere la celebra cucina a base di tagli di carne di grande qualità.
Il secondo è Felice Lo Basso, anche lui “montanaro” ultimamente, pronto a issarsi alla cucina del Ristorante Unico, da dove, ed ecco il terzo “wanted”, esce Fabio Baldassarre che non solo è richiesto di rimanere a Milano, in zona Brera, ma di essere in contemporanea a Roma e Taormina.
Insomma, segnali di un mercato vivace che siamo lieti di raccontare, perché non si vive di sola cucina in TV, ma c’è bisogno di tanti “bruciapadelle” contenti di stare accanto ad una stufa per deliziare i clienti.

Aldo Palaoro

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