World Pastry Stars: quel dolce oggetto del desiderio

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Un tempo alle signore si mandavano poesie e si regalavano cioccolatini. Oggi si inviano email e si regalano smartphone. Quest’evoluzione dei costumi non ha certo giovato ai pasticceri ma solo ai gestori di telefonia. A parte gli scherzi, in Italia troppo spesso tutto ciò che è legato al cibo è dato per scontato e difficilmente si attribuisce il giusto valore all’opera di chi del cibo fa un’arte. È il caso della pasticceria.
Tra pochi giorni Milano ospiterà un evento unico, la prima edizione di World Pastry Stars, un convegno rivolto ai professionisti della pasticceria durante il quale i più grandi imprenditori artigiani  mondiali di questo settore riveleranno i segreti del loro successo.

Ne parliamo con Carla Icardi, Direttore di Italian Gourmet e ideatrice di World Pastry Stars.

Come è nata l’idea di un congresso di pasticceria?
World Pastry Stars nasce da un momento di riflessione con il principale protagonista della pasticceria artigianale italiana, colui che ci rappresenta in tutto il mondo, Iginio Massari, e dalla consapevolezza che nel nostro Paese manca una logica imprenditoriale applicata al settore artigianale. Lo dimostra il fatto che in tutti gli eventi dedicati al cibo la pasticceria è sempre solamente un corollario alla cucina, inserito nel contesto per colmare i vuoti, quasi come un dessert alla fine di un lauto pranzo di cui si potrebbe fare a meno”.

Perché i relatori che si alterneranno sul palco saranno prevalentemente stranieri?
“Perché a World Pastry Stars protagonista sarà la pasticceria in senso ampio. Non si parlerà di prodotto ma di pasticceria in quanto impresa, cioè tutto quello che gira intorno all’attività. Una volta stabilito l’obiettivo non era possibile non aprirsi all’estero. Purtroppo gli italiani eccellono nell’arte pasticcera ma non brillano per intraprendenza. Infatti, gli unici relatori italiani, in grado di rappresentarci in questo senso, saranno Iginio Massari e Luigi Biasetto. Al contrario all’estero esistono molte realtà straordinarie e personaggi che sono diventati proprietari e gestori di veri imperi del dolce. Il 19 maggio ci sveleranno il segreto del loro successo. Racconteranno il loro percorso, come siano riusciti a mantenere eccezionale la qualità del loro prodotto diventando grandi imprenditori, con decine di negozi in tutto il mondo”.

Qualcuno potrebbe obiettare che questo sia a scapito dell’artigianalità del prodotto. Cosa rispondi?
“Il confine tra artigianale e industriale è in genere molto sottile ma in questo caso il problema non esiste. I pasticceri/imprenditori che incontreremo hanno fatto una vera missione della cura del prodotto sotto il profilo delle materie prime, dell’organizzazione del laboratorio e della manualità, del packaging, della comunicazione, del servizio. Un insieme di fattori che non impoverisce l’artigianalità, la gestisce in maniera efficace. Il concetto, tutto italiano, di artigiano più numero contenuto uguale qualità è assolutamente superato ed errato. Si possono fare grandi numeri, mantenendo la propria natura”.

Cosa manca agli italiani per superare questo gap?
“La cultura. Cultura da parte dell’artigiano e da parte del consumatore. Un fattore che emergerà in maniera eclatante sarà l’enorme disparità dei prezzi di vendita. Per fare un esempio, ci sono casi all’estero, tra alcuni dei nostri relatori, di prezzi che sfiorano diverse centinaia di euro al chilo. Da noi se un pasticcere offre le mignon a 20 euro al chilo già è considerato caro; solo i più conosciuti possono arrivare a 30 o 40. Il fatto è che per gli italiani la pasticceria non è altro che cibo, per gli stranieri può essere un oggetto del desiderio, come un gioiello o una griffe. Finché il confronto avverrà sul terreno dei prezzi non arriveremo da nessuna parte. Oltre al prezzo c’è molto di più e vedremo cosa”.

Veniamo al convegno, come sarà strutturato?
“Le relazioni si svolgeranno in un’unica giornata, il 19 maggio, al Four Seasons Hotel di Milano. I relatori avranno un supporto di immagini ma nessuno di loro cucinerà, non è questo lo scopo e sarebbe un elemento di distrazione. Ognuno di loro racconterà in 25 minuti in che modo gestiscono la loro attività. Si alterneranno momenti di dibattito e brevi interventi da parte degli sponsor che, nell’ottica della filosofia del convegno, non si limiteranno a una comunicazione puramente promozionale ma daranno interessanti informazioni su come l’utilizzo di determinati prodotti o macchine possano essere utili nel percorso imprenditoriale. Al termine verranno annunciati i nomi dei relatori del 2015. Perché questo sarà solo il primo di una serie di eventi”.

Marina Caccialanza

18 maggio 2014 – serata di gala riservata a relatori e sponsor

19 maggio 2014 – Four Seasons Hotel, Milano – convegno, dalle 9.00 alle 18.00

Relatori: Jean-Paul Hèvin, Luigi Biasetto, Paco Torreblanca. Pierre Marcolini, William Curley, Iginio Massari, Philippe Conticini, Carles Manpel, Volker Gmeiner, Norman Lowe

 

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