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La famiglia di contadini veri e una laurea in architettura, relatore Massimo Cacciari,  sono due poli che possono aiutare a mettere a fuoco il poliedrico, vulcanico e sfidante personaggio(ne) che è Graziano Poggioli.
Una sorta di concentrato, in un’unica persona, del senso del valore della terra e di un pullulare di idee, tipiche di chi ha mente fervida, da seminare nel proprio territorio. E si badi bene che la semina – come lui fa notare – è un atto d’amore: è dal cuore che la mano parte nel distribuire i semi sul terreno.


Sentimento e cultura che trae linfa dal basso quindi ma che non manca di continui riferimenti a nomi grossi, pionieri internazionali del biologico (come Rudolf  Steiner, Alfonso Draghetti) a cui Graziano, insieme alla moglie, si è appassionato fin dalla fine degli anni ’70.
Siamo a Pompeano di Serramazzoni (MO) e da qui stavo transitando verso altra meta ma, alla vista dell’insegna Caseificio Santa Rita Bio e all’improvviso flash di tutto quello che questa realtà ha rappresentato e rappresenta, non ho potuto non fermarmi. La tappa è d’obbligo:  chi si spende in un certo modo va non solo menzionato ma anche frequentato.


Non sono pochi i risultati che Graziano ha strappato per il suo territorio, in tanti anni di impegno pubblico che lo hanno visto rivestire diversi ruoli.  Su tutti mi piace ricordare il recupero della Vacca Bianca di razza Modenese a cui ha contribuito – come Assessore all’Agricoltura e Alimentazione della Provincia- insieme a Slow Food, individuando degli “allevatori custodi” che hanno permesso il ripopolamento di questa preziosa risorsa storica.
Graziano ha scelto di continuare la tradizione del luogo e di tornare alla produzione del Parmigiano Reggiano utilizzando di nuovo il latte di questa razza speciale, che ha trovato il modo di nutrire con foraggi di produzione biologica. E’ nato così, accanto al Parmigiano Bio di montagna, il Parmigiano Reggiano Biologico fatto con solo latte di Vacca Bianca Modenese Presidio Slow Food, di cui il caseificio Santa Rita Bio è l’unico produttore.

Stiamo parlando di una nicchia, che vede la produzione di 3 forme al giorno, dal momento che la bianca modenese in 1 giornata produce 10-12 litri di latte, contro i 35-40 di una vacca frisona allevata in modo convenzionale. Si tratta però di una latte di altissima qualità.
Ecco che in un simile humus culturale ha preso forma il Festival del letame, ideato dallo stesso Graziano,
da non interpretare nel modo più goliardico ma semplicemente seguendo il significato del temine
letame (da laetus, lieto) come cibo buono per la terra, un tempo definito burro nero.


L’iniziativa, avrà luogo presso il centro aziendale della Santa Rita Bio Caseificio Sociale 1964,  in un angolo di appennino dove la natura sa sorprendere, e si presenta come una tre giorni, dal 27 al 29 luglio, stracolma di incontri; seminari (prova della vanga per valutare fertilità organica dei terreni); visite guidate alla lavorazione di latte di Vacche Bianche Modenesi per un Parmigiano Reggiano Biologico; pranzi e cene con cibi biologici e biodinamici. Ma anche concorsi come quello del miglior letame; mostre fotografiche (“Vacca Bianca Modenese”, “ogni vacca ha la sua fatta” “seminare il futuro); la tombola del letame (3 vitellini liberati in uno spazio recintato. Dove depositeranno la “prima fatta” lì verranno assegnati premi); stand biologici e di artigianato artistico; area animali dell’Agro-Biodiversità (bovini, asini, alpaca); musica dal vivo; laboratori e giochi per bambini.


Il tutto proprio nel luogo che dà i natali a questo formaggio unico,dove ogni giorno si rinnova un atto di volontà ben preciso: “lo voglio”, nonostante tutto quello che una scelta di nicchia comporta. Si tratta di remare più forte -perché spesso si è controcorrente- e non smettere di farlo.
Un’iniziativa come questa del Festival non può che servirci a capire meglio, come accade ogni volta che guardiamo da vicino e ascoltiamo con le nostre orecchie. Non resta che metterci il naso…perchè il letame buono profuma!

Simona Vitali

Centro aziendale della Santa Rita Bio Caseificio Sociale 1964,
via Pompeano 2294
Serramazzoni (Modena)
Infohttp://www.santaritabio.com/1/

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