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La passione ha una consistenza, non la si percepisce soltanto, la si può toccare con mano.
Accade in particolare in quei luoghi in cui si concentra quella di tanti, che hanno la luce negli occhi.  Così la passione acquisisce un peso specifico che la rende tangibile e coinvolge chi ne è spettatore.
Suona pieno il motto dei JRE (Jeunes Restaurateurs d’Europe) ”infinita passione”, in questo 24° congresso nazionale, che sceglie proprio la magica Stresa, adagiata sulle sponde del lago Maggiore, come luogo in cui rinnovare il proprio credo e confidare i propri progetti e gli appuntamenti in calendario, sotto lo regia benevola e la fresca interazione di Luca Marchini, il nuovo presidente JRE Italia. A cornice e supporto il vicepresidente Marcello Trentini (chef del Magorabin di Torino), il segretario e tesoriere Stefano de Lorenzi (chef del Ristorante Due Mori di Asolo) e i consiglieri Aurora Mazzuchelli (chef del ristorante Marconi di Sasso Marconi), Alberto Faccani (chef del ristorante Magnolia di Cesenatico) e Filippo Saporito (chef del ristorante La leggenda dei Frati, Firenze), la squadra che ha accolto l’invito di Marchini ad impegnarsi sul serio nell’associazione.

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Fare parte dei JRE significa essere disposti a contribuire fattivamente alle iniziative, condizione imprescindibile non solo per l’organo direttivo ma per tutti i soci, che in Italia sono 85. Inoltre non si deve avere superato i 42 anni (oltre si diventa soci onorari) ed è indispensabile essere chef e insieme imprenditori ossia proprietari del ristorante da almeno 3 anni.
Passione certamente, ma non meno rigore connotano questa storica e prestigiosa associazione che ha radici europee. Nata in Francia ora è presente in 16 Paesi (Polonia e Inghilterra le due new entry) e  per la prima volta in 42 anni vanta per la sezione europea un presidente italiano, Ernesto Iaccarino del Don Alfonso di Sant’Agata ai Due Golfi, a significare che JRE Italia ha acquisito un suo peso nella grande famiglia JRE e per alcuni aspetti è foriera di buoni spunti per il sistema Europa.
È gremita e partecipe la sala del Grand Hotel Des Iles Borromees & SPA. Sarà la conduzione dinamica, saranno gli accattivanti video che si intercalano al parlato… ma più di tutto sono i contenuti ad inchiodare alla sedia, a partire dai non comuni progetti che aprono il congresso.

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I progetti dell’associazione
Cosa lega i JRE a Stresa? Un  sodalizio, tra i fiori all’occhiello dell’associazione,  con l’Istituto alberghiero E.Maggia, noto come scuola di Stresa, la più antica d’Italia, che ha dato i natali professionali a generazioni di professionisti del calibro di Ezio Santin, Alfonso Iaccarino, Alberto Gozzi, Roberto Whirth.
È la preside, Manuela Miglio, a raccontare gli sviluppi della collaborazione: “Fra noi è nato un accordo di programma pensato non solo a tavolino, ma siamo entrati nel merito dell’insegnamento della scuola, mettendo a punto un itinerario didattico teorico/pratico, tra lezioni e visite guidate, con l’eccellenza della ristorazione italiana,  suggellato da due  borse  di studio – 6 mesi di lavoro all’interno di uno dei ristoranti JRE -. E aggiunge “noi crediamo che non si debba diventare solo persone capaci di fare ma soprattutto di pensare. C’è una cultura della professione che va acquisita”.
E in effetti è stata una piacevole sorpresa riscontrare, durante il congresso,  compostezza e una buona capacità di comunicare nei  ragazzi in servizio -nelle diverse mansioni, perché non bisogna dimenticare che la scuola ha da sempre vocazione turistica, con corsi specifici su accoglienza e hotellerie.
E infine la ciliegina sulla torta “stiamo studiando di integrare il diploma da assegnare ai ragazzi a fine corso con una certificazione delle abilità ad opera dei JRE”. Un modello che lo stesso Iaccarino non esita a dire di avere sposato da portare in Europa. “Tanto per iniziare abbiamo chiesto che in ogni Paese si individui una scuola di riferimento. Abbiamo un sogno: far girare i ragazzi in tutti i Paesi d’Europa”.

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Tra i diversi impegni  nel sociale abbracciati dai JRE va diritto al cuore il progetto Velluto. A presentarlo è il professor Salvatore Calabrese, presidente della ACS Onlus e Primario della divisione Otorinolingoiatria dell’Ospedale San Maurizio di Bolzano.  Racconta che ogni giorno opera e guarisce tante persone. Storie a lieto fine che a un certo punto gli hanno sollevato un cruccio: salva la vita ai suoi pazienti ma pressoché tutti diventano disfagici (sono soggetti a disfagia, difficoltà a deglutire) senza contare che ci sono altri fattori, nell’arco della vita, che contribuiscono a far insorgere questo disturbo (malattie neurologiche degenerative, l’anzianità e non solo).  E questo li inibisce nel vivere una normale vita sociale, relazionale ed ‘appetibile’ , come l’andare al ristorante,  impreparato rispondere alle loro esigenze.
Si rivolge al pubblico, Calabrese,  con un accorato e vibrante “Dobbiamo fare una rivoluzione: fare uscire di casa i disfagici”. Questa umanità ha incontrato quella dei JRE che non hanno esitato a fare la propria parte: dodici chef, coordinati dal presidente Luca Marchini, hanno realizzato menù che riportino al piacere della tavola e della convivialità pazienti affetti da disfagia “affinché sia un’esperienza che risvegli emozioni di gusto, profumo e tattili indimenticabili, quale ‘patrimonio sensoriale della memoria’, sottolinea Luca Marchini. E così attraverso un libro di ricette di velluto, la creazione di un circuito di ristoranti per disfasigici, la promozione del portale “Oltre la disfagia” e incontri estesi sul territorio si intende fare opinione.
Sono altre e diverse le iniziative e gli eventi a cui i JRE prendono parte, ciascuno valutato scrupolosamente. Sul loro sito li si può trovare tutti.

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I nuovi ingressi
E, finalmente il momento clou del congresso. La nomina delle new entry nell’associazione. Quest’anno sono quattro, su 26 candidature, a rispondere ai requisiti: Daniel Canzian del Ristorante Daniel (Milano), Davide Del Luca dell’Osteria Fernanda (Roma), Emanuele Donalisio de Il Giardino del Gusto (Ventimiglia) e Massimiliano Mascia del Ristorante San Domenico (Imola).
“Avete un logo che casualmente finisce sul vostro cuore e avete anche una targa da appendere che è come il logo sul cuore” con queste parole Luca Marchini da loro il benvenuto. I giovani cuochi, più d’uno,  si dicono onorati di far parte di questa “grande famiglia” –così viene definita JRE- e rimarcano l’impegno, quello davvero ci vuole, a dare il massimo per alzare  ancora di più l’asticella JRE.
Infinita passione e tanto rigore… sono lì a testimoniarlo il fondatore Walter Bianconi con la moglie Donata  e Paolo e Barbara Masieri, radici di JRE Italia, nostri commensali al Gala Dinner che chiude il congresso, nel loro trasmetterci valori mai scalfiti, anche dopo 25 anni!

www.jre.it

Simona Vitali

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