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Acqui Docg Rosé, le bollicine in rosa

La novità per gli amanti delle bollicine è rosé.

Nasce la start-up Acqui Docg Rosé per intercettare la nuova tendenza mondiale che vede le preferenze dei consumatori indirizzarsi verso i vini rosati e gli spumanti rosati in particolare.

I mercati italiani e internazionali registrano, infatti, una tendenza in crescita per il consumo di vini rosati: dal 2002, da 2.200 milioni a 2.800 milioni di bottiglie, come testimonia la ricerca Rosato & Spumante realizzata dall’Osservatorio del Vino – Unione Italiana Vini a settembre 2020. Inoltre, per gli spumanti, in generale, il consumo è cresciuto da 2.000 milioni di bottiglie fino a 3.000 milioni nel 2019.

Le bollicine riscuotono sempre più consensi, così come i rosati che fino a poco tempo fa erano considerati vini meno apprezzabili e oggi riscuotono sempre maggiore diffusione. Sommando i risultati di queste due tendenze era inevitabile giungere alla novità che il Consorzio Tutela Vini d’Acqui ha presentato ufficialmente lo scorso 25 settembre a Villa Ottolenghi ad Acqui Terme: il nuovo vino secco Spumante da uve Brachetto, l’Acqui docg Rosé.

Cambiano dunque i gusti dei consumatori, cambiano le tendenze di mercato. Ciò che importa è – devono aver pensato con lungimiranza i responsabili del Consorzio – intercettarne l’andamento per trovare soluzioni adatte in grado di soddisfare la richiesta in maniera adeguata e rendere merito alla produzione vitivinicola.

L’Acqui docg Rosé, il nuovo vino secco Spumante da uve Brachetto, si può declinare anche come Fermo, e ha debuttato con la vendemmia del 2017. Nella sua versione spumante, ottenuta con il Metodo Martinotti-Charmat, risulta morbido e profumato, con bouquet floreale, piacevole retrogusto di piccoli frutti rossi e finale fresco ed elegante.

Il nuovo vino da uve Brachetto è una sfida e nasce anche dall’osservazione che i produttori di Brachetto d’Alba hanno fatto in merito all’evoluzione che il gradimento del loro prodotto ha subito negli anni da parte del consumatore.

Vitigno storico delle colline dell’alto Monferrato, il Brachetto è declinato in tre tipologie: il vino rosso, lo spumante e il passito. Il riconoscimento ufficiale è avvenuto nel 1996 grazie al Consorzio di tutela; in quell’anno a questa produzione venne assegnato il prestigioso riconoscimento di qualità DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita).

Il Brachetto d’Acqui, colore rosso rubino o porpora nel quale spiccano riflessi violacei, tendenti al rosato o al granato chiaro, offre un profumo delicato e aromatico, che richiama ai sentori della frutta rossa e della rosa. Si distingue per la sua dolcezza e per il sapore elegante, delicato e morbido.

L’Acqui docg Rosé si presenta come prodotto dalle caratteristiche uniche nel mondo: da vitigno autoctono; prodotto da un’uva dolce, aromatica rossa; vinificato con metodo Martinotti-Charmat e Rosé naturale da un unico vitigno.

La produzione di Acqui docg Rosé, per il momento limitata a solo 10 aziende facenti parte del Consorzio, non vuole sostituire quella classica del Brachetto d’Acqui ma valorizzare le caratteristiche del vitigno intercettando le esigenze di un mercato parallelo e in espansione.

La start-up Acqui docg Rosé si inserisce infatti in un mercato dal grande potenziale come quello degli Sparkling Rosé , un segmento in espansione.

Durante la presentazione e il workshop svoltosi a Villa Ottolenghi nel corso della Acqui Wine Days, una tre giorni di approfondimento del territorio associata alla Douja d’Or 2020, la storica manifestazione enogastronomica piemontese, la ricerca originale Rosato & Spumante esposta da Carlo Flamini, coordinatore tecnico Osservatorio Vino – Unione Italiana Vini, ha dimostrato il valore delle Bollicine Rosa, evidenziando come i mercati che assorbono maggiormente le quote di mercato dei Vini Rosati e Vini Spumanti siano UK, USA e Germania. La somma di questi due trend sono gli Sparkling Rosé, vini che l’Italia nel 2019 ha prodotto per 49 milioni di bottiglie e le proiezioni per il 2021 dicono che questo numero può arrivare a quota 64 milioni, mentre la produzione mondiale per il 2021 può raggiungere 160 milioni, raggiungendo il 5% dei consumi totali di spumante. Una crescita in cui si può inserire l’Acqui docg Rosé.

L’iniziativa, inoltre, entra a pieno titolo in quell’operazione di promozione del territorio che vede il turismo enogastronomico protagonista indiscusso, nel nostro Paese specialmente. L’interesse per le bollicine, la riscoperta delle diversità e il processo di dare un’identità precisa ai vini sono strumenti importanti che il Consorzio Tutela Vini d’Acqui ha adottato con quest’iniziativa in maniera lungimirante; un’occasione da sostenere per far conoscere sempre più le nostre eccellenze.

Marina Caccialanza

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