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Alfonso Pepe, un grande maestro, un grande amico

Anche lui se ne è andato! Sono i migliori quelli che ci lasciano, e questo non è giusto. Persone come Alfonso Pepe, maestro pasticciere, avevano ancora molto da fare, da dare, da insegnare. Ci ha lasciato dopo una lunga malattia che ha combattuto con la forza della volontà e della ragione e con l’amore di sua moglie Teresa, una donna straordinaria come un grande uomo può e deve avere al suo fianco.
Alfonso Pepe non era solo un grande pasticciere, era un uomo che metteva l’onestà e l’amicizia davanti a tutto. Con lui ero andato a New York due anni fa e la sua grande professionalità aveva fatto gridare agli ospiti di LSDM un Viva l’Italia talmente entusiastico che mi vennero le lacrime agli occhi.  Con poco e in condizioni precarie (non era certo il suo nuovissimo laboratorio quello dove aveva preparato le sue zeppole newyorkesi) aveva fornito alle persone un’idea concreta dell’Italia artigiana, quella dei maestri di bottega, quella amata in tutto il mondo.
Era stato un trionfo, uno dei tanti che Alfonso ha vissuto, in silenzio, senza enfasi, ma con la concretezza che gli veniva dall’essere tutti i giorni nel suo laboratorio, a provare, a sperimentare gusti nuovi e sapori tradizionali, sempre e solo buonissimi, che ti mettevano in pace con tutto!
Ha portato il panettone al sud, ne ha fatto un simbolo nazionale vincendo ogni genere di premio. Ha inaugurato il nuovo laboratorio e la pasticceria solo pochi mesi prima della sua malattia e ne ricordo la gioia nel cuore mentre mi mostrava tutte le novità che gli avrebbero consentito di lavorare nel migliore dei modi.
Grazie Alfonso, per la tua stima e per la tua amicizia, riposa in pace.

Luigi Franchi

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