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Capolavori a Tavola: grazie Simone Fracassi

Coraggio! Amicizia! Solidarietà! Con questi tre sostantivi potrei aver detto tutto dell’impegno di Simone Fracassi, macellaio di Rassina nel Casentino, ma non è così!
Il coraggio e l’assunzione di una grande responsabilità risiedono nell’aver organizzato la prima delle manifestazioni enogastronomiche post-Covid la sera del 7 luglio scorso, facendo appello al senso civico (dimostrato) dei 400 ospiti che hanno partecipato a questa strana edizione di Capolavori a Tavola, l’evento che Simone Fracassi ha ideato 19 anni fa e che, ogni anno, porta in Casentino produttori e chef uniti per valorizzare il buon cibo italiano grazie a una parola: amicizia.

Capolavori a Tavola 2020

Amicizia è infatti il comune denominatore di questa manifestazione che differisce da tutte le altre centinaia di eventi sparsi in Italia dedicati al cibo. Amicizia vera è quella che lega Simone Fracassi agli chef e ai produttori. E amicizia è quella che si respira ad ogni edizione di Capolavori a Tavola perché Simone è così: una persona a cui non si può non voler bene, generoso, umile, riservato. Ma altrettanto pieno di quella forza che rende bello tutto ciò che fa, perché lo fa senza uno scopo economico, anzi. Non lo fa neppure per avere quella visibilità che sembrava, fino a pochi mesi fa, la molla che muoveva tutto. Lo fa per quella generosità d’animo che vedi nei suoi occhi quando ti parla, quando gli si strozza la voce nel presentare la manifestazione, segno di grande forza.

Peppe Aversa de Il Buco di Sorrento

Solidarietà è il motivo essenziale che porta Simone a organizzare Capolavori a Tavola ogni anno: lo scorso anno era per l’Ospedale Meyer di Firenze per la realizzazione del nuovo reparto di neuropsichiatria infantile, quest’anno per l’Ospedale e per la Protezione Civile del Casentino.
Le persone che lo hanno aiutato in questa vera e propria avventura sono come lui: l’architetto  Enrico Bertelli, che ha lavorato ininterrottamente per dare la sicurezza degli ambienti gratuitamente, e la signora Annalisa Baracchi, titolare insieme alla figlia Giulia del Centro Creativo Casentino, un luogo di socialità ricavato nella villa di famiglia che si configura come un ambiente educativo e uno spazio di formazione aperto a persone di diversa età, categorie e culture; un luogo dove sviluppare la propria socialità ed esercitare la propria creatività, partecipando alle attività proposte e vivendo quotidianamente questo luogo di incontro.
E poi, i suoi due più grandi amici, Paolo Teverini e Alberto Degli Innocenti, che sono presenti dalla prima edizione e che Simone considera i due chef che legano il territorio tra la Romagna e il Casentino.

Paolo Teverini

L’edizione di quest’anno aveva anche un chiaro obiettivo che Simone Fracassi ha raccontato così: “Oggi non bastano più piatti belli da fotografare, bisogna fare attenzione e regalare semmai alla gente, oltre che bontà, anche serenità, sicurezza, accoglienza, sorrisi. Perché c’è un pericolo forte: quello dell’hôtellerie e della ristorazione è un settore martoriato, certo; ma ce n’è uno che sta quasi peggio, ossia quello cui appartengo, costituito da chi come me è a diretto contatto con la materia prima. Eravamo già messi male perché sempre di più la gente evita la bottega, il macellaio, il salumiere, il fruttivendolo, e fa la spesa al supermercato; ci restava però uno sbocco, quello della ristorazione. E se le persone non riprendono ad andare almeno al ristorante, finisce l’agricoltura vera, minuta, di territorio”.

Marino Pasquini

Temi che poi ha discusso con Rocco Pozzulo, presidente FIC, Aldo Cursano, presidente vicario FIPE, e Cristina Bowerman, presidente Ambasciatori del Gusto.
A me è toccato, con grande gioia, aprire, insieme a Simone, questa edizione di Capolavori a Tavola
, riprendendo i temi proposti e lanciando un forte segnale di speranza perché i piccoli negozi resteranno nel cuore delle persone che grazie al loro servizio non si sono sentite abbandonate, perché il turismo scoprirà finalmente l’Italia più bella e nascosta: quella dei piccoli borghi!

Simone Fracassi e Luigi Franchi

Non può essere altrimenti, qualcosa da questa vicenda avremo pur capito!
Grazie, infine, a tutti gli chef – la famiglia Cerea, Cristina Bowerman, Francesco Bracali, Giuseppe Aversa, Tommaso Arrigoni, Marco Stabile, Filippo Saporito, Stelios Sakalis, Giancarlo Morelli, Paolo Teverini, Roberto Panizza, Pasquale Torrente, Alberto degli Innocenti, Filippo Baroni, Pierluigi Police, Andrea Perini, Emanuele Vallini, Palmiro Bruschi, Sergio Dondoli, Silvana Vivoli, Filippo Scapecchi, Paolo Sacchetti, Claudio Cavaliere – e a tutti i produttori – Barlotti, Menchetti, Marino Pasquini, Opificio Verona, Palmieri, La Secchia, Consorzio Olio Toscano, Ferrari, Segnana, De Magi, Rossi 1947, Pane e Pace, Zago, Bertani, Strada del vino Terre di Arezzo, Vestri, Fattorie di Celli – che hanno accolto l’invito:  solo facendo le cose insieme si diventa grandi!!

Luigi Franchi

Le foto sono state gentilmente concesse da Annamaria Farina

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