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Di Luce: la tavola impreziosita da Carlo Baldessari

Chi lo sa se ci salverà la bellezza…di certo continuerà a lenire i nostri animi, come ha sempre fatto.
In un mese così denso di significati l’abbiamo voluta cercare nella luce che si sprigiona in certi accessori per la tavola, a colorare i nostri momenti migliori, intimi o collettivi che siano. La stessa luce che ha sospinto un artista, Carlo Baldessari – imprenditore di se stesso nel vero senso della parola – a persistere nel suo percorso. Perché lui ci ha sempre creduto. E chi è imprenditore sul serio sa bene cosa significhi questo.


Un mestiere che sembrava per la vita
Partire con l’imparare un mestiere, quello di odontotecnico, crearsi un proprio laboratorio e lavorare per 30 anni non senza soddisfazioni, in direzione di un consolidamento dell’attività. Un percorso lineare, coerente rispetto alle intenzioni.  E poi iniziare ad avvertire che qualcosa sta cambiando dentro e prenderne coscienza a partire da un piccolo inconveniente occorso in casa: la rottura di un pezzo di lampadario di Murano, divenuto inutilizzabile.

“Perché non realizzarci qualcosa con questo vetro?” si è detto a quel punto Carlo. Le abilità manuali, la destrezza nell’utilizzo di utensili leggeri (frese, micromotori), l’infinita precisione richiesta per realizzare incastri e combinazione perfetti acquisiti col mestiere avrebbero potuto rivelarsi utili per l’occasione. Così si è messo all’opera e ha iniziato a frantumare quel vetro, a smussarne i pezzi con il micromotore e a pensare di ridargli nuova vita, assemblandoli. Ne sono usciti – in questo caso – una scultura materica (una quercia) e un paralume.
Lavorare, con la sua tecnica, vetro e cristallo di scarto. Questa sarebbe stata la nuova strada da perseguire.


Sono quindi iniziate le incursioni presso le vetrerie industriali modenesi e i laboratori artistici di Murano, dove con sempre più facilità Carlo è stato in grado di individuare i giusti pezzi di vetro o cristallo da lavorare, intuendo da subito cosa farne. Anche i pezzi di vetri di auto in demolizione si potevano prestare per lo scopo.  
Un crescita veloce, quella di Carlo Baldasseri, come se quella propensione fosse connaturata nella sua persona. Un progressivo affinamento della tecnica a partire da quella adesiva, per cui ha cercato e trovato un suo particolare modo di incollare i pezzi di vetro fra loro mantenendone l’assoluta trasparenza.


Ma si è applicato pure alla fusione del vetro, creando effetti particolari con foglie in oro e platino, perché nell’esperienza precedente ha imparato anche la gestione della temperatura.
Quello che inizialmente era un laboratorio odontotecnico ricavato -senza stravolgimenti- nella casa della nonna al centro di Campogalliano, si è trasformato in bottega artigiano/artistica, colma ovunque di pezzi di vetro (anche in giardino!), in attesa di essere lavorati. E via via anche di opere, che in queste stanzette hanno iniziato a trovare la loro prima collocazione come in un piccolo labirinto.



Il progetto per la ristorazione
Un impegno serrato, quello di Carlo,  per molte ore al giorno (anche 17/18) e un approccio eclettico hanno dato vita, nell’arco di soli 10 anni, a molte opere assolutamente uniche tra sculture, lampade artistiche, oggetti d’arredo, quadri in cui la trasparenza è stata spesso concepita come elemento da risaltare, attraverso l’uso sapiente della luce, capace di darle ancora più vitalità.
Da qualche tempo sta lavorando, insieme alla figlia, alla realizzazione di ciondoli sempre in vetro riciclato, su base di titania o kevlar.


Non ultimo anche un progetto Food &Beverage con piatti di diverse forme e misure, portaposate, portatovaglioli, alzatine, fruttiere, coppe per il gelato, glacette , candelieri e portacandele, punti luce… a significare l’eleganza e la lievità – perché il vetro sortisce questo effetto – accompagnare le pietanze senza rubare la scena, anzi esaltandone il contenuto.


E su tutto la decisione impegnativa – e a tratti sofferta – dell’artista di non farsi rappresentare da nessuno  ma piuttosto di organizzarsi da solo le sue mostre personali, facendosene carico, proprio per quel credere anima e cuore nel suo progetto (“sono un audace. Non mollo, ci credo e vado!).
Ben 128 mostre/presentazioni in 10 anni con una sorta di battesimo a Venezia, terra di leoni quanto a vetro. Proprio qui due accadimenti che hanno segnato particolarmente il percorso di Carlo Baldessarri.


Era il 2010 (11) quando questi decide di portarsi su Venezia per organizzare una sua personale. Affitta lo spazio di una galleria all’imbocco dei Giardini della Biennale, auspicando di richiamare parte dei visitatori.
Di fatto così non accade, per cui quel suo non piccolo investimento economico si rivela una scelta sbagliata.
In quell’occasione però conosce un frate della Basilica dei Frari che gli propone di esporre in quel contesto così prestigioso, in cui ogni giorno accedono oltre 1000 visitatori per ammirare le opere di Tiziano, del Canova e…. Due anni dopo, in procinto di realizzare questa mostra, Carlo chiede il patrocinio al comune di Venezia.
Un emiliano che arriva da una terra di motori nel regno del vetro inizialmente non è preso in tanta considerazione. Si ricrederà, l’assessore, riconoscendo la particolarità di quella forma espressiva e concedendo il patrocinio.


Venezia ha certamente rappresentato un bel trampolino di lancio, ma chi è ardito di occasioni ne trova continuamente per alimentare il proprio mestiere. Sempre con la propria testa e con le proprie mani però, e a un costo: il rischio che è disposto a correre chi punta tutto sul proprio operato.
Tanta strada, veramente tanta, ha fatto Carlo Baldessari pure oltreconfine, e anche molto molto lontano, a contatto con personaggi di calibro.
Non questo vogliamo evidenziare di lui, bensì quel principio che gli è sempre appartenuto e che ancora oggi lo anima: che l’arte, la sua certamente, debba essere alla portata di tutti: “ non solo gli appassionati ma anche le persone che si vogliono avvicinare a questo mondo” dice lui che incalza “Io sono felice di sapere di essere con un mio oggetto nella casa o nel ristorante di chi si vuole avvicinare all’arte . Magari gli può fare bene anche solo guardarlo”.

Carlo Baldessari è uno che ti legge negli occhi. Ne ha incrociati veramente tanti nel suo esplorare territori geografici e umani. Probabilmente la luce l’ha tratta proprio da lì. E una volta afferrata, per lui che è un artista, è stato un gioco trasporla nelle proprie opere!

Simona Vitali
https://www.carlobaldessari.com/

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