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La ristorazione e tutta la sua filiera saranno il risveglio dell’Italia

La FIPE ha pubblicato, nei giorni scorsi, una prima analisi dell’impatto che il coronavirus sta avendo sulla ristorazione italiana. Da questa ricerca emergono dati drammatici relativamente alle ripercussioni negative sulle attività, con il 92% degli intervistati che dichiara di aver registrato ripercussioni negative sulla propria attività. Questo, ovviamente, prima della chiusura totale degli esercizi pubblici.

A mancare sono i turisti ma sempre di più anche la clientela locale. Il risultato: una perdita di fatturato di oltre il 30% per il 57% dei ristoratori e tra il 10% 30% per tre imprenditori su dieci. In media la flessione raggiunge il 30%.

Non ci sono, almeno per il momento, significative criticità sugli approvvigionamenti. Per il prossimo futuro le aspettative non sono ottimistiche. La crisi andrà sicuramente avanti per i prossimi due mesi coinvolgendo direttamente la Pasqua.
Questo per dire che il settore primario per il turismo italiano, da molti definito l’oro verde dell’Italia, sta pagando un prezzo elevatissimo, e con esso tutta la filiera che vi ruota intorno, distributori del food service e imprese produttrici. Una filiera che, però, deve avere la forza di reagire, che non chiede prebende al governo ma chiede una politica futura di ascolto e attenzione.
Le misure del #CuraItalia sono molto forti
, create in una situazione di emergenza a cui nessuno poteva essere preparato (neppure quelli che criticano), dove essere al governo significa tenere conto di moltissime situazioni diverse, di rispettare i concetti di libertà e di democrazia (sembra strano sentir pronunciare questi termini in un articolo sulla ristorazione ma è necessario ricordarli, per un domani che ci auguriamo migliore). E, soprattutto, non sono le uniche! I 25 miliardi stanziati sono il primo passo e questo va ribadito in maniera molto chiara!!
Ora dobbiamo, tutti, fare la nostra parte. Restando a casa!! Ma anche informando correttamente, senza corse in avanti verso lamentele che non servono a nessuno!
La ristorazione ce la farà! Ce la faranno tutte le aziende che hanno gestito in maniera corretta la loro vita, la loro crescita. E ce la faranno perché i loro clienti, gli ospiti dei ristoranti, i ristoratori verso i distributori, i distributori insieme alle imprese produttrici, si daranno una mano. Quelle mani che oggi non possono stringersi diventeranno, ancora una volta come sempre nei momenti veri di solidarietà umana, le protagoniste della rinascita.

Luigi Franchi

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