Servono dati certi per affrontare il coronavirus
23 Marzo 2020
COVID-19 – Manifesto del comparto Ho.re.Ca
24 Marzo 2020

La Robiola di Roccaverano Dop e il progetto di speranza del territorio

Un prodotto di alto valore storico e nutrizionale, un progetto di condivisione a promozione del suo territorio e delle realtà imprenditoriali che lo compongono e, infine, un gesto di enorme valenza sociale.

Plinio il Vecchio ne cita le caratteristiche nei suoi scritti e nomina la rubeola, dal latino ruber, temine usato per indicare il colore rossastro della crosta al termine della stagionatura. 

Parliamo di un formaggio tipico, la Robiola di Roccaverano Dop, un formaggio a pasta morbida realizzato artigianalmente in Piemonte nel territorio compreso intorno al paese di Roccaverano in provincia di Asti.

Composto di latte 100% caprino oppure caprino/bovino, è prodotto in un’area territoriale che interessa 10 comuni della provincia di Asti e nove comuni della provincia di Alessandria, nella zona più orientale delle Langhe. La natura morfologica del territorio, poco omogenea, con zone collinari e montane, caratterizzate da rocce sedimentarie di natura argillosa, arenacea o calcarea, influenza l’allevamento con la creazione di pendii incolti e semispogli (calanchi), arbusteti e roveti adatti al pascolo delle capre.

L’origine di questo formaggio si fa risalire ai Celti che, stabilitisi in Liguria, producevano un formaggio simile di cui trasferirono l’usanza ai Romani.

La Robiola di Roccaverano DOP si ottiene dalla coagulazione acida di latte crudo intero di capra, di pecora e di vacca di razze autoctone piemontesi. Gli animali sono alimentati al pascolo per gran parte dell’anno senza utilizzo di mangimi OGM e il latte viene lavorato entro le 48 dalla mungitura e inoculato con colture di fermenti lattici naturali e autoctoni.

Dopo la salatura a secco il prodotto viene maturato per almeno 3 giorni e considerato stagionato dopo 10 giorni.

La Denominazione di Origine Protetta Robiola di Roccaverano si riferisce a un formaggio caratterizzato da una pasta bianca e morbida, più o meno compatta, il cui sapore varia da delicato fino a deciso.
Il Consorzio di Tutela della Robiola di Roccaverano Dop ha recentemente avviato un progetto inteso a promuovere una terra che in buona parte coincide con il territorio della Unione Montana Langa Astigiana Val Bormida e della Langa Astigiana tra Monferrato, Appennino Ligure e Alpi, un comprensorio molto vasto ma morfologicamente e dal punto di vista paesaggistico decisamente simile e unito e con un’alta vocazione agricola.
Il progetto si chiama Rob-In ovvero ROBiola e dINtorni, con un nome che si ispira alle varie leggende, versi poetici e credenze popolari, che riguardano l’usignolo (in inglese robin) simbolo di resistenza dei mesi più freddi, leggende che affondano le origini nella lontana mitologia passando per Gesù Cristo e arrivano alle note di Chopin. Eleganza e armonia, ma anche forza e risolutezza, tenacia e temerarietà.

Nelle intenzioni degli ideatori, il progetto Rob-In consiste nella creazione di un paniere di prodotti tipici, tra cui la Robiola, acquistabili a Roccaverano e, al contempo, lo sviluppo di una serie di iniziative di vario genere come per esempio l’attivazione di un Qr Code dinamico posizionato nei percorsi di trekking, nelle piste ciclabili, nelle zone calde dei Comuni delle aziende: piazze dei mercati, sedi comunali, ecc. Sarà disponibile un sito internet www.rob-in.it sul quale si troveranno i percorsi, le aziende, i prodotti, il materiale fotografico e video, nonché le date degli eventi collaterali e delle degustazioni.

Un’iniziativa che profuma di positività in un frangente in cui la serenità quotidiana, purtroppo, sembra venire meno.

Il Consorzio, in questo frangente storico che ci ha assaliti senza avvisare, che ci ha avvolto in timori che non conoscevamo, che ha stravolto le nostre abitudini, ha deciso, pertanto, di dare un segno di speranza con un piccolo gesto di enorme valenza donando 300 Robiole all’Ospedale Mons. Galliano di Acqui Terme e alle case di riposo del territorio. L’unità ospedaliera con il suo personale è in prima linea per contrastare l’avanzata del Coronavirus/Covid-19.
Le Robiole di Roccaverano DOP vengono prodotte da piccole realtà agricole, da famiglie, e quelle 300 forme rappresentano un abbraccio alla propria terra e un sospiro di speranza.
A pochi giorni, dunque, dalla comunicazione del progetto Rob-In, iniziativa dedicata proprio allo sviluppo territoriale che si dovrà sviluppare con i prodotti, i produttori e gli eventi di questa porzione di terra piemontese, la donazione vuole confermare la fiducia del consorzio e della sua gente nel futuro.

Marina Caccialanza

Print Friendly, PDF & Email