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Modì: cucina originale e di stile nella provincia siciliana

La provincia del Sud non è sempre generosa con i propri figli: i cambiamenti vengono assorbiti con molta lentezza, rompere gli schemi vuol dire infrangere la monotonia a cui spesso le persone sono assuefatte e il nuovo viene inizialmente percepito con diffidenza.

Ma lavorare con tenacia, sul segmento del buono, investire sul proprio paese e vedere nel proprio territorio una fonte inesauribile di ricchezza, un patrimonio di sapori e tradizioni da cui attingere idee, sono elementi che alla fine premiano.

E’ quello che è successo a Giuseppe Geraci e Alessandra Quattrocchi, trentenni compagni nella vita e nel lavoro, che con determinazione hanno realizzato il sogno di gestire un’ impresa ristorativa giovane che guarda alla cucina con un approccio contemporaneo: già da otto anni Giuseppe e Alessandra sono i titolari di “Modì”, uno dei ristoranti siciliani che negli ultimi anni si è costruito una fama solida in un paesino in provincia di Messina.

Modì è un gioiellino affacciato sul Golfo di Milazzo: dalla grande vetrata che guarda all’ orizzonte, attraversando la Valle del Niceto, le onde sembrano quasi far capolino nella sala tinta di colori tenui e neutri come la sabbia delle coste siciliane, portando con sé prodotti del mare e di quella terra che è sempre generosa in materia di alimenti unici.

La storia di Modì è una storia giovane in termini anagrafici ma radicata e protesa ad evolversi e diventare l’ indirizzo sicuro di chi è alla ricerca di una tradizione gastronomica secolare ma attualizzata nelle sfumature del presente.

I suoi titolari, altrettanto giovani, hanno conquistato già riconoscimenti importanti: Alessandra da pochi giorni è arrivata tra i finalisti di “Emergente sala Sud”, mentRe a febbraio il ristorante è stato premiato miglior ristorante “Best in Sicily 2019”, premio dedicato alle eccellenze del gusto e dell’ ospitalità in Sicilia.

Giuseppe, come sei diventato cuoco?

“Ho fatto la mia prima esperienza in cucina a 13 anni: era un lavoretto estivo in un pub e facevo semplicemente panini e patatine fritte ma mi piacque subito. Non ho fatto l’ alberghiero, mi sono diplomato in tecnico d’ impresa turistica a Milazzo, che era l’ indirizzo più vicino al mondo dell’ accoglienza e della ristorazione. Proprio a scuola ho conosciuto la mia attuale compagna, Alessandra Quattrocchi, che aveva già la passione per il mondo della sala e insieme abbiamo deciso di aprire il nostro ristorante. Nel 211 abbiamo inaugurato Modì a Torregrotta.

Pepata di cozze

Eravate giovanissimi e senza esperienza…

“Sì, a parte tanti corsi e qualche esperienza in zona, siamo cresciuti nel nostro ristorante. All’ epoca avevamo 21 anni ed eravamo anche un po’ incoscienti: abbiamo deciso di investire qui a Torregrotta che è un bel paese ma un po’ dormiente e poco vitale. I primi due anni sono stati davvero duri e anche le nostre famiglie e i nostri amici pensavano che avremmo chiuso: il tipo di cucina che avevamo proposto era una novità per il luogo. Abbiamo tenuto duro e abbiamo trasmesso la nostra cucina gourmet con prezzi abbordabili e abbiamo “educato” gli ospiti raccontando il nostro modo di vedere il cibo. Adesso per fortuna siamo abbastanza conosciuti”.

Com’ è adesso Modì?

“Abbiamo deciso di ridurre i coperti per offrire un servizio migliore e adesso abbiamo circa 25 posti a sedere. L’ atmosfera è minimal, con una mise en place semplice ma elegante perchè ci teniamo a mostrare l’ attenzione per il cliente anche attraverso una posateria scelta; infine, abbiamo una bella terrazza che affaccia sul Golfo di Milazzo da cui si vedono anche le Isole Eolie. Siamo un team giovane di under 30, motivati e con voglia di proporre una visione di cucina e accoglienza contemporanea”.


Risotto con Caciocavallo ragusano, Gambero rosso di Mazara e limone

Parliamo della vostra cucina…

“C’ è una ricerca mirata sul prodotto siciliano e su cantine vinicole di qualità. La sala e la selezione dei vini sono affidati ad Alessandra che ama definire i vini “l’angolo liquido della nostra continua ricerca”. Pane e pasta li produciamo noi utilizzando grani siciliani come la “Mussella”. Per quanto riguarda le ricette, partiamo dalla tradizione e poi ci lasciamo trasportare dalla creatività ma senza stravolgere l’ originalità dei piatti. Credo fortemente che dobbiamo basarci sulla nostra cucina e valorizzarla, per vari motivi: in primis, dobbiamo supportare le nostre tradizioni. La cucina “internazionale” si può assaggiare in qualsiasi parte del mondo, mentre qui in Sicilia abbiamo un patrimonio da tutelare, anche perché al contrario di quel che si crede, tanta gente non cucina più in casa e le tradizioni gastronomiche rischiano di perdersi”.

Parliamo di piatti allora: cosa troviamo nel menù di Modì?

“Tanto pesce e vegetali, accompagnati dai nostri prodotti tipici. C’ è il risotto con Caciocavallo ragusano, Gambero rosso di Mazara e limone; spaghettone con emulsione di acqua di mare, aglio, olio, vongole, pane fritto; la nostra pepata di cozze; Gambero rosso, mela verde, sorbetto di mojito e purea di mela; Gelato alla Malvasia delle Lipari con terra di piparelle e cappero di Salina semi-candito. Abbiamo tre menù degustazione: “FAI TU”, di sette portate a 55€; “ISOLA DI SAPORI”, tre portate più benvenuto e dessert a40€; “PROFUMI DI SICILIA”, nove portate a 70€”.      

Gambero rosso di Mazara, mela verde, sorbetto di mojito e purea di mela

Giuseppe, anche in una Regione come la Sicilia che ha un patrimonio gastronomico da far invidia al mondo, non è facile fare impresa ristorativa fuori dalle solite rotte turistiche. Tu che ci vivi e ci lavori, cosa puoi dirci ?

“Negli ultimi anni la Sicilia è cresciuta tanto. Quello che ha aiutato tanti di noi giovani cuochi è l’ associazionismo e le tante manifestazioni che facciamo in Regione che ci permettono di fare rete fra noi, di conoscerci, confrontarci e supportarci. Combattiamo con l’ andazzo delle stagioni: in estate c’ è un grande flusso di turisti, mentre in inverno si lavora di più con il circondario ma con il tempo abbiamo trovato il nostro target”.


Gelato alla Malvasia delle Lipari con terra di piparelle e cappero di Salina semicandito

Tu e Alessandra siete giovani ma avete già realizzato un’ ambizione: per il futuro cosa desiderate?

“L’ idea è quella di trasferirci, rimanendo sempre qui ma con una struttura più grande dove poter avere anche una locanda: abbiamo tanti ospiti di passaggio che a volte fanno fatica a trovare sistemazione e questo ci permetterebbe di offrire un servizio in più. Inoltre, mi piacerebbe tantissimo coccolare i clienti con una colazione fatta con i nostri lievitati e altri prodotti sani come la nostra frutta che non hanno nulla da invidiare alle colazioni dei grandi hotel di lusso”.

Manuela Di Luccio

Ristorante Modì

via Bucceri-Contrada Maddalena, Torregrotta – Messina-

www.modiristorante.it

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