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Servono dati certi per affrontare il coronavirus

Domenica 22 marzo il presidente del Consiglio ha firmato un nuovo DPCM che chiude a metà l’Italia produttiva. E’ stata adottata una misura che veniva richiesta da giorni ed è chiaro che, in una situazione così drammatica ma altrettanto complessa, procedere per gradi è forse la cosa che appare più equilibrata, ma forse non basta. E’ necessario, oltre alle misure predisposte, dare risposte con dati chiari su come si sta sviluppando e dove si sta sviluppando di più il coronavirus.
“La verità dei dati è la premessa di comportamenti collettivi adeguati e necessari a uscire dalla crisi” scrive Riccardo Luna e noi non possiamo che essere d’accordo sulla creazione di un data scientist che risponda al governo e alla società civile, perché solo con un’analisi corretta, puntuale, chiara dei dati nazionali e internazionali potremo capire tutti dove ci sta portando questa pandemia.
Riportiamo qui la disposizione del DPCM del 22 marzo e i codici ATECO delle attività che restano aperte.

Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale, DCPM del 22 marzo 2020

1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, sull’intero territorio nazionale sono adottate le seguenti misure:

A. Sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate nell’allegato 1 e salvo quanto di seguito disposto. Le attività professionali non sono sospese e restano ferme le previsioni di cui all’art. 1, punto 7, dpcm 11 marzo 2020. Per le pubbliche amministrazioni resta fermo quanto previsto dall’art. 87 del decreto legge 17 marzo 2020 n. 18. Resta fermo, per le attività commerciali, quanto disposto dal dpcm 11 marzo 2020 e dall’ordinanza del ministro della Salute del 20 marzo 2020.

B. A seguito della sospensione delle attività produttive disposta con il presente provvedimento, è fatto divieto ai lavoratori, già comunque impiegati nelle stesse, di recarsi in comuni diversi dal luogo di residenza, domicilio o dimora utilizzato al momento della sospensione; conse-guentemente all’articolo 1 comma 1 lettera a) del dpcm 8 marzo 2020 le parole “. E’ con-sentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza” sono soppresse;

C. Le attività produttive che sarebbero sospese ai sensi della lettera A possono comunque pro-seguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile;

D. Restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all’allegato 1, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui alla lettera e, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, nella quale sono indicate specificamente le imprese e le ammi-nistrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite; il Prefetto può

sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al pe-riodo precedente. Fino all’adozione dei provvedimenti regionali di sospensione dell’attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa;

E. Sono comunque consentite le attività che erogano servizi di pubblica utilità, nonché servizi essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146. Resta tuttavia ferma la sospensione del servizio di apertura al pubblico di musei e altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice beni culturali, nonché dei servizi che riguardano l’istruzione ove non erogati a distanza o in modalità da remoto nei limiti attualmente consentiti;

F. E’ sempre consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari. Resta altresì consentita ogni attività comunque funzionale a fronteggiare l’emergenza.

G. Sono consentite le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all’impianto stesso o un pericolo di incidenti. Il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. In ogni caso, non è soggetta a comunicazione l’attività dei predetti impianti finalizzata a garantire l’erogazione di un servizio pubblico essenziale;

H. Sono consentite le attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto della provincia ove sono ubicate le attività produttive.
Qui i codici ATECO http://www.governo.it/sites/new.governo.it/files/dpcm_20200322_allegato_1.pdf
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