120mila visitatori al Museo del Balsamico Tradizionale di Spilamberto

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Fine anno, tempo di bilanci, anche al Museo del Balsamico Tradizionale di Spilamberto (Mo), che raggiunto il traguardo dei primi quindici anni, fa il punto sui risultati della sua attività. Un’affascinante meta, che parla di storia, di tradizioni e di alta artigianalità, da visitare se si viene nel modenese, l’ideale per conoscere le suggestioni dell’aceto balsamico tradizionale, vera leggenda gastronomica, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Dal 24 novembre 2002, giorno dell’inaugurazione del Museo, sono trascorsi 15 anni, e la sua notorietà ha raggiunto i cinque continenti, accogliendo 120mila persone, di questi, 48mila sono stranieri, ben il 40%. L’importante traguardo è stato festeggiato con un open day il 26 novembre, nel quale, chi era presente ha potuto visitare l’acetaia, il Museo, e assaggiare il Balsamico Tradizionale in una visita guidata insieme ai Maestri della Consorteria, e infine gustando i cioccolatini al balsamico tradizionale DOP che Marisa Tognarelli della Pasticceria Turchi di Sestola, ha appositamente realizzato con l’aceto della Consorteria. Altrettanto importante nella tutela della preziosa eccellenza modenese, la fondazione della Consorteria di Spilamberto, un organismo nato nel lontano 1966, con sede a Villa Fabriani, a cui seguì la fondazione del Consorzio Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena e nel 2000 la certificazione DOP. All’interno del Museo si respira, una magica atmosfera che solo l’aceto balsamico tradizionale riesce a infondere, che racconta dello scorrere delle stagioni, del tempo che passa lento nei solai delle case dei modenesi, mentre i maestri acetieri eseguono consumate pratiche ancestrali. Nelle sale storiche del Museo si apprendono le diverse fasi di produzione del Balsamico, dalla vigna alla storica acetaia della Consorteria, posta nel sottotetto della Villa, dove un tempo si trovava l’acetaia della famiglia Fabriani. E in questi anni non sono mancati i personaggi famosi, le delegazioni da tutto il mondo, e i tour operator italiani e stranieri. “Il Museo è cresciuto costantemente – spiega Gian Paolo Sala, Presidente dell’Associazione Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale – grazie all’ampliamento degli orari e dell’offerta, ma soprattutto grazie alle tante collaborazioni con le realtà culturali ed enogastronomiche del territorio, come il Museo Casa Artusi di Forlimpopoli, ambasciatore del nostro Balsamico Tradizionale nelle loro trasferte, e gli Ecomusei della Regione Emilia Romagna. Nel 2010, poi, è arrivato il riconoscimento di Museo di Qualità da parte dell’Istituto per i Beni Artistici e Culturali e Naturali dell’Emilia Romagna. Ma rimane ancora tanto da fare per portare la tradizione del Balsamico nel futuro e nel mondo”.

Per informazioni www.museodelbalsamicotradizionale.org

Luca Bonacini

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