Denny Imbroisi: i suoi piatti raccontati a Cultural Festival Matera

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Trent’anni e un bagaglio di esperienze di tutto rispetto, quelle di Denny Imbroisi, che vanno dall’infanzia in Calabria e gli studi alberghieri a Mantova, agli stages presso alcune delle più apprezzate cucine italiane e internazionali,  a partire dal San Domenico di Imola,  Perbellini,  poi Mauro Colagreco e Quique Dacosta che completano una formazione  varia e complessa che lo prepara alla vittoria  a Top Chef France.

Il ragazzotto disinvolto dal sorriso affabile e dai modi garbati piace ad Alain Ducasse che lo chiama come sous-chef  nelle cucine del  Jules Verne, il suo ristorante sulla Tour Eiffel, ma dopo alcuni mesi  Denny  lascia la corte del  “re di Francia”  e  nel 2015 apre il suo primo Bistrot, Ida, nel quartiere di Montparnasse.
Tutto ciò è solo il biglietto da visita di Denny Imbroisi, perché questo giovane italiano del Sud che realizza i sogni di migrante contemporaneo conquistando la Parigi snob, è una carica di energia e di creatività che ha pochi eguali.

La sua è una cucina ecclettica, capace di assorbire come una spugna le lezioni in giro per il mondo; una cucina con una grande carica interpretativa che si basa su un principio, la stagionalità.
Il suo talento, non solo culinario, emerge dal palco di Cultural Festival che in questi giorni si tiene, eccezionalmente, nella splendida cornice di Matera Capitale della cultura 2019.
Incalzato dalle domande di Mauro Bochicchio, Denny Imbroisi ha affascinato la sala con i suoi racconti sulla “nouvelle vague”  gastronomica  parigina, sulla difficoltà degli studenti degli alberghieri italiani ad entrare nelle grandi cucine europee per la mancanza, a volte, di una conoscenza specifica degli alimenti.

Intanto, la platea si deliziava con gli assaggi dei suoi tre piatti presentati durante la kermesse, in cui si intravedono nettamente le esperienze pregresse  come i carpacci di pesce ispirati alla cucina di Ledueil,  il mix di cotture e l’uso dei legumi tipici di Mauro Colagreco , e poi la grande versatilità e capacità di interpretare improvvisando che lo ha portato ad introdurre estemporaneamente dei prodotti pregiati trovati fra gli stand della kermesse.

Si parte con un carpaccio di ombrina marinato allo Xerès (pregiato vino spagnolo a gradazione liquorosa) accompagnato da una Vièrge ovvero una salsa di Zafferano, pomodoro giallo e peperone giallo, foglia di caco mela e rapanelli rossi.

Il secondo piatto sono dei gnocchetti  fatti con una pasta choux fatta bollire in acqua  nella sacca ‘a poche e poi tagliata a mo’ di gnocchetti  e conditi con funghi champignon, guancia di cinghiale materano confit e grano saraceno “risottato” e poi fritto.

Infine, un dessert : Meringa francese al forno con  melograno, uva, fichi d’india, e Ficotto ovvero una riduzione ottenuta dalla lunga bollitura di fichi essiccati.

A Parigi , Imbroisi ha già aperto due ristoranti e ci confida che il terzo è in fase di creazione. Ci piacerebbe se decidesse di  servire le sue creazioni in Italia ma intanto bisogna andare a trovarlo a Parigi, da  “Ida”, in 117 rue de Vaugirard.

Manuela Di Luccio

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